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Il vero Ventotene

Il vertice segreto. Ecco che si gioca Renzi contro Hollande e Merkel

Il vertice segreto. Ecco che si gioca Renzi contro Hollande e Merkel

La tavola che si sta apparecchiando è la stessa degli ultimi anni. Matteo Renzi che oggi aprirà il vertice di Ventotene chiedendo ad Angela Merkel e Francois Hollande di portare con sé la cena, sia pure con un invito elegante perfino nobilitato. Incontro suggestivo per ricordare i padri dell' Europa, menù però un pizzico raffermo quasi stantìo: l' Italia chiederà soldi agli altri. Il modo elegante di chiederlo da un paio di anni si chiama «flessibilità», il modo per nobilitare quella richiesta mentre si sta preparando la legge di stabilità del 2017 l' ha trovato Renzi : «soldi per la cultura». In realtà banalmente soldi. Vestiti così: «Un piano Juncker straordinario per la cultura. Investimenti fuori dai vincoli del patto per restaurare e valorizzare luoghi simbolo dell' identità europea».

Per la legge di stabilità 2015 si era chiesta flessibilità per l' emergenza immigrazione, che in realtà in quel momento non era un problema italiano ma di altri paesi europei. L' anno dopo si è provato a chiederla per l' emergenza terrorismo, e anche in questo caso l' idea era sembrata un po' bislacca: per fortuna fino a quel momento l' Italia non aveva quella emergenza, che via via avrebbe toccato Francia, Belgio e perfino Germania. Al succo si chiedono soldi, o meglio la possibilità di spendere in deficit (gli altri paesi non sborsano un centesimo). La Germania nicchia, la Ue fa una smorfia, ma alla fine qualcosina verrà concesso come è accaduto nelle ultime due leggi di stabilità.

A tavola con discrezione - lo ha fatto sapere ieri parlando al Meeting di Rimini - ha voglia di sedersi anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Che dice di non volere la luna, perché si rende conto che le risorse siano pochine pochine. Vorrebbe «interventi selettivi e mirati». E ha citato la sua richiesta principale: un rifinziamento corposo della nuova legge Sabatini, che finanzia a tasso agevolato e scontato rispetto a quello bancario una serie di investimenti in macchinari, impianti e beni strumentali delle imprese. Boccia, che è campano come l' industria di arti grafiche della sua famiglia, ha proposto una «super-Sabatini» per il Sud Italia. Renzi non può ignorare la sua richiesta, anche perché lui sul piatto ha buttato un impegno quasi militare dei suoi associati a favore del Sì al referendum costituzionale di autunno.

Bastava però fare qualche passo oltre alla sala dove stava parlando Boccia per trovare ben altra analisi su quello che servirebbe oggi all' Italia. In un salottino del Meeting stava preparando l' incontro-dibattito che avrebbe fatto la sera con Giorgio Vittadini un economista di solida formazione anche culturale come Giulio Sapelli. Che faceva una considerazione molto chiara su quel che è accaduto negli ultimi 15 anni, offrendo un suggerimento anche al premier.

Per lustri i vari governi che si sono succeduti - certo in modo imperfetto - hanno provato ogni tipo di ricetta economica che viene indicata sui manuali. Tagli della spesa pubblica, riduzione delle tasse, allargamento della base imponibile, patrimoniali care alla sinistra, aiuti a certe categorie sociali come nel caso degli 80 euro, aumento della leva fiscale e tutto ciò che era possibile fare. Che effetti ci sono stati? Nessuno.

Non ci è riuscito Silvio Berlusconi, non ci è riuscito Romano Prodi, ha fatto danni Mario Monti, non ha avuto effetti Enrico Letta, non ce l' ha fatta fin qui lo stesso Renzi. Di anno in anno l' Italia è andata sempre peggio (anche ora che non è più in recessione) rispetto alla media dei paesi dell' euro, e molto peggio della media dell' Europa a 28, che comprende anche i paesi che hanno una loro moneta.

Se nulla funziona allora il problema è strutturale: l' Italia è diversa da tutti gli altri paesi, ha una ossatura industriale e finanziaria parcellizzata e frantumata (anche per errori nella gestione delle privatizzazioni) che non riesce a muoversi nella gabbia di una moneta unica gestita da altri paesi e di regole europee che sacrificano il suo potenziale. «Dicevano che Brexit sarebbe stata una tragedia», osserva Sapelli, «e vedi che invece la Gran Bretagna sta filando come un treno? Non solo la moneta unica, ma anche le regole europee ingabbiano le economie. Per l' Italia bisognerebbe farne altre, da anni insisto per una Europa del Sud staccata dall' altra. Se non puoi uscire da una moneta anomala perché non è espressione di uno Stato (non era mai accaduto), devi riprenderti sovranità per la politica economica, come accade negli Stati Uniti. Bisogna riformare i trattati perché altrimenti non torneremo mai a crescere, e ogni legge di stabilità si butteranno via inutilmente risorse...».
Chissà se Renzi ne farà tesoro a Ventotene...

Franco Bechis
@FrancoBechis

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    23 Agosto 2016 - 11:11

    Di certo NON il suo DERETANO....ma il nostro.CIALTRONE.

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  • placidoolivieri

    23 Agosto 2016 - 09:09

    I vostri titoli sono macroscopici strafalcioni della lingua italiana. E' "segreto del vertice" o "vertice segreto"? Perchè le due affermazioni hanno significato completamente diverso. Se trattasi di segreto del vertice come fa il dotto bechis a saperlo quando egli stesso afferma "oggi aprirà il vertice di Ventotene". Non sapevo che il sapiente bechis avesse doti divinatorie.

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  • arwen

    23 Agosto 2016 - 07:07

    Cosa volete che si giochi? Ha avuto la presidenza europea e non ha combinato nulla. Solo parole, parole parole....as usual. Matteo è solo questo chicchiere. Un vaso di coccio tra vasi di bronzo.

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  • gescon

    22 Agosto 2016 - 18:06

    Non si gioca niente posto che il culo nostro l'ha già venduto da un pezzo.

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