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Lega, Maroni: "La prossima settimana parliamo del nuovo segretario"

Il leader del Carroccio si dedicherà solo alla Regione Lombardia. E sul Veneto: "Tra Zaia e Tosi sana competizione, non lo farò diventare uno scontro insanabile"

Lega, Maroni: "La prossima settimana parliamo del nuovo segretario"

Roberto Maroni

Tra pochi giorni la Lega Nord inizierà a discutere del suo nuovo segretario federale. L'annuncio lo ha dato lo stesso leader del Carroccio Roberto Maroni. Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, il segretario uscente e neoeletto governatore della Lombardia ha ribadito la sua posizione nei confronti della poltrona di segretario : "La prossima settimana c'è un consiglio federale dove chiederò la convocazione di un nuovo congresso per eleggere il segretario federale". Che non sarà Maroni, sebbene i vertici della Lega non abbiano digerito la scelta invitando più volte il capofila a cambiar idea. Maroni però si era già espresso in proposito prima delle elezioni: "Abbandonerò la carica di segretario federale sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta" e, nonostante le pressioni, sembra voler concentrarsi solo sul Pirellone e sul progetto della macroregione del Nord.

Scontro in Veneto - Per il Carroccio, al di là della soddisfazione per l'elezione del segretario alla Regione Lombardia, resta il calo delle preferenze alle politiche e soprattutto il contrasto sempre più forte in Veneto tra il segretario della Liga Flavio Tosi e il governatore Luca Zaia. "La Lega è un movimento vivace - minimizza Maroni -, le  cose ce le diciamo in faccia. C'è una sana competizione interna ma voglio evitare che in Veneto questa competizione diventi uno scontro insanabile". Screzi personali e piccole vendette, quelle tra Tosi e Zaia, che secondo Maroni non ostacoleranno l'evoluzione del Carroccio: "Dopo quella romantica secessionista e quella riformista del governo Berlusconi, questa è la nostra terza fase dove puntiamo ad una rappresentanza politica nordista in grado di condizionare le scelte politiche di Roma e di Bruxelles".

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Commenti all'articolo

  • alfonsopalma

    03 Marzo 2013 - 19:07

    solo alla regione lombardia come hai fatto da ministro degli interni quando affermavi che la mafia a nord non esisteva ed invece l'avevi a porata di mano e manco la vedevi? Le tue presunte vittorie da ministro erano solo frutto dell'abnegazione delle forze dell'ordine e solo grazie ai loro sacrifici si è potuto limitare il fenomeno mafia. Dobbiamo solo ringraziare LE FORZE DELL'ORDINE. Se le premesse sono queste ne vedremo ancora delle belle.

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  • vecchiodeluso

    03 Marzo 2013 - 17:05

    non credo si sia sull'orlo del baratro, solo che è ora di fare politica sul serio, ci serve un governo che non può essere figlio di bersani, vendola, grillo ma nemmeno di leghisti. Se non si torna alla vera politica potrete andare tutti a casa, destra, centodestra, centrosinistra, sinistra e leghisti

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  • letzteThule

    03 Marzo 2013 - 15:03

    Lo strappo é possibile. Peró serve coraggio, giocarsi il tutto per tutto. Non servono truppe, basta la rabbia di chi ha mantenuto la baracca italica fino ad oggi e che giá non puó piú fare neppure questo. E se lo Stato di Pulcinella dovesse mostrare i muscoli...trovare manipoli di secessionisti pronti a gesti estremi non sará difficile. Ci sono giá. Divisi, persi, frammentati e "congelati" dalle brutte esperienze nel Carroccio. Gli Sloveni non votarono un partito...appoggiarono, molti in segreto e senza proclami, la separazione. I croati lo stesso. Gli ultranazionalisti serbi visibili erano poche migliaia...Tutti gli scenari sono aperti e per la truppa cammellata leghista é l' ultima spiaggia: o vanno fino in fondo o spariscono, come peto dello storia. Rumoroso ma evanescente.

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  • giannistecca

    03 Marzo 2013 - 10:10

    Caro Maroni, se il Padreterno mi darà la grazia di arrivare al 2015, vorrò proprio vedere come farai. Ricordati che contro un potere centrale, pur se corrotto, non si potrà fare niente, nessuna separazione né fisica, né economica. Sapresti fare come ha fatto Tutchman in Slovenia? Da noi non ci sono né gli uomini per farlo, né tantomeno le motivazioni. Con quali forze vorresti fare la macroregione del nord? Con il 6 - 7% dei consensi popolari? E non abbiamo nemmeno una etnia come sono invece gli sloveni, i serbi, i croati, i bosniaci. Noi siamo un porpouri di etnie. L'unica che si distingue al nord è quella altoatesina e, forse, quella aostana. Il resto siamo un bel fritto misto.

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