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Vertice a Maranello

Le due frasi della Merkel che umiliano (e minacciano) Renzi

Le due frasi della Merkel che umiliano (e minacciano) Renzi

Uno schiaffo e una minaccia. Il vertice a due tra Angela Merkel e Matteo Renzi a Maranello si conclude nel peggiore dei modi, perché su entrambi i temi caldi, immigrazione e post-terremoto, la cancelliera tedesca pare quasi irridere l'Italia.

Terremoto e Juncker - Al di là del gesto che sa un po' di elemosina ("La Germania ricostruirà una scuola nelle zone terremotate, non so se ad Amatrice", ha detto Angela), non possono essere sfuggiti due concetti basilari. Il primo riguarda proprio il terremoto. L'obiettivo di Renzi era ed è quello di far considerare all'Unione europea le spese per la ricostruzione fuori dal computo del deficit italiano. "Senza dubbio ci sarà modo di trovare buone soluzioni - ha sorriso benevola la Merkel -. all'interno del Patto di Stabilità e tenuto conto della catastrofe che c'è stata". "L'Italia presenterà un progetto, lo farà in modo trasparente, e allora troveremo una soluzione", ha proseguito, per poi correggersi parzialmente: "Naturalmente il partner è la Commissione, non la Germania". Vale a dire, deciderà il falco del rigore Jean-Claude Juncker. Pessime notizie per Renzi e per l'Italia. Le aperture della Merkel sono da leggere in chiave di legami internazionali post-Brexit (senza l'Inghilterra, serve un riavvicinamento con Roma e Parigi), ma Juncker farà altre valutazioni. Renzi punta ad andare oltre l'1,8% del rapporto deficit/Pil fissato per il 2017, si parla di 2,3 miliardi di euro. "Sarà lunga e non sarà facile", confida ai suoi il premier al di là di ottimismi e sorrisi sbandierati.


Gli immigrati - C'è poi la questione immigrazione, e qui la Merkel ha quasi umiliato l'Italia. "Anche noi tedeschi abbiamo ignorato troppo a lungo il problema e rimosso la necessità di una soluzione europea" "Nel 2004 e nel 2005 - ha dichiarato la Merkel in una intervista alla vigilia del vertice italiano - c'erano già molti arrivi di rifugiati, ma abbiamo lasciato che affrontassero il problema la Spagna e gli altri Paesi alle frontiere esterne". Ha citato la Spagna, non l'Italia. E non è un caso: il governo spagnolo ha affrontato l'emergenza con le maniere forti, tra fili spinati, barriere e sparatorie nelle enclave africane di Ceuta e Melilla. Altro che l'accoglienza a tutti i costi di Renzi e degli altri governi italiani di centrosinistra.  

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Commenti all'articolo

  • mikycap67

    02 Settembre 2016 - 11:11

    Basterebbe farsi restituire gli €85Mld dall'Irlanda, quando attinse al fondo salva stati dell'UE nel novembre 2010. Invece, i celti, preferiscono mantenere la fiscalità ai livelli minimi europei, per continuare a depredare l'Europa. Ma perché Salvini, invece di fare mera propaganda qui, non va a Bruxelles a fare ciò per cui è pagato?? (sarebbero i NOSTRI interessi!)

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  • anna.tomasi

    01 Settembre 2016 - 21:09

    E ci prende pure per i fondelli la kulona. La cosa più apprezzabile comunque, leggendo fra le righe, è il suggerimento di fare come la Spagna: Noi invece, con i soldi pubblici, facciamo fare il lavoro sporco alla nostra marina militare, costretta a finire il lavoro degli scafisti, ad usare partaerei e navi costateci miliardi di euro per traghettare sul patrio suolo, la feccia del nordafrica.

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  • seve

    01 Settembre 2016 - 15:03

    Le verità non le pubblicat neanche voi .

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  • bettym

    01 Settembre 2016 - 15:03

    tornare alla nostra vecchia Lira Italiana!!! cosi, contro tutto quello che dicono di catastrofico...rimettiamo a posto il paese e chi cadrà..saranno coloro che tremano solo al pensiero che potremmo uscire da questa Europa di merda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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