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Il regolamento

Primarie del centrodestra, il retroscena. Ravetto: tutta la verità su Cav e candidati

Primarie del centrodestra, il retroscena. Ravetto: tutta la verità su Cav e candidati

Preferiva chiamarle «consultazioni popolari» piuttosto che «primarie». Soprattutto le considera una specie di extrema ratio, come si può ben intendere dal testo: «Il seguente regolamento è applicato esclusivamente laddove non intervenga un accordo comune sull' indicazione del candidato tra Forza Italia e i movimenti/partiti alleati entro gli otto mesi antecedenti le elezioni». Ciò detto Silvio Berlusconi ha già studiato un meccanismo democratico per l' individuazione del prossimo candidato premier, un sistema disciplinato da Laura Ravetto.

Se oggi la discesa in campo di Stefano Parisi, le ambizioni di Matteo Salvini e la (temporanea?) incandidabilità del Cavaliere hanno sollecitato un dibattito nel centrodestra su come individuare il leader, l' ex premier aveva ragionato sulla possibile soluzione al problema due anni fa, il 28 maggio 2014. Nel corso di un agitato ufficio di presidenza (con Raffaele Fitto e Denis Verdini, entrambi oggi fuoriusciti dal partito, che litigavano tra loro) aveva affidato alla deputata azzurra Laura Ravetto il compito di scrivere proprio il regolamento per le primarie. L' ex sottosegretaria, che oggi è presidente del Comitato Schengen, ci aveva lavorato a lungo, studiandosi la regolamentazione delle consultazioni del Pd, ma anche quelle americane e degli altri Paesi. Quel regolamento, consegnato qualche settimana dopo, ebbe un primo via libera dal fondatore di Fi e poi è rimasto lì, fermo in un pc, dal quale è rispuntato oggi.

La bozza era composta di tredici articoli spalmati su sei pagine e si intitolava "Regolamento quadro per le primarie di coalizione per la scelta dei candidati". Il testo prevede che le primarie vengano convocate «in un periodo non superiore a sei mesi e non inferiore ai tre mesi» prima delle elezioni, dispone come deve essere costituito il Comitato organizzatore e, soprattutto, che sono competizioni «aperte». 

Il Regolamento prevede che possano candidarsi tutti i maggiorenni impegnati in uno dei partiti in coalizione in grado di raccogliere un numero minimo di firme e che possano contribuire alla scelta tutti gli «elettori» che «contestualmente vogliano sottoscrivere la Carta dei valori della coalizione e versino un contributo di almeno due euro». L' articolo 6 disciplina anche un confronto obbligatorio tra i candidati, mentre l' articolo 9 che ci sia un ballottaggio nel caso nessuno raggiunga il 40% dei consensi. Trovato il Regolamento, Libero ha cercato la sua autrice.

«Sì, effettivamente avevo scritto quel regolamento, lo mostrai al presidente Berlusconi e lui mi disse che era valido e che era utilizzabile nell'ipotesi in cui il centrodestra avesse deciso di convocare delle primarie», spiega Ravetto. La deputata evidenzia alcuni passaggi del "suo" testo specie la clausola che rende le primarie possibili, ma mai obbligatorie: «La condizione che avevamo previsto è che le primarie - che anche io preferisco chiamare "consultazioni popolari" - per la premiership siano da tenersi soltanto nel caso non si raggiunga un accordo comune tra i partiti della coalizione negli otto mesi antecedenti al voto», ricorda. Ravetto fa un esempio: «Qualora Berlusconi dovesse tornare candidabile non ci sarebbero discussione, né primarie; non credo che nessuno oserebbe sfidare il presidente e si troverebbero tutti d'accordo sulla candidatura», dice. Ma non è sicuro.

«Qualora così non fosse, potrebbero invece candidarsi tutti: Stefano Parisi, Matteo Salvini, Giovanni Toti, Renato Brunetta e addirittura qualcuno che desideri rientrare con noi, come Angelino Alfano o Denis Verdini», aggiunge la forzista.
Certo, tutti, compreso i "fuoriusciti", dovrebbero «sottoscrivere una Carta dei valori della coalizione». Ravetto segnala anche la clausola scritta per evitare quanto accaduto al Pd in passato: «Chi si candida deve sottoscrivere un impegno a non presentarsi ugualmente alle elezioni se perde». Il regolamento c' è, insomma. «E non è troppo lungo, perchè da avvocato so che i contratti migliori sono quelli più corti. Se c' è la volontà politica di utilizzarlo è a disposizione», conclude la deputata.

di Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • Anna 17

    Anna 17

    03 Settembre 2016 - 12:12

    Ovvio che queste idee porteranno F.I. con parisi, alla sua eliminazione. Il centrodestra è un'altra cosa. Anche con il tradimento di Berlusconi, continuerà ad esistere perché alle spalle ci sono elettori con fini politici diversi da quelli degli affaristi/ladri. Parisi, incaricato dal Berlusca vuol portare F.I. in aiuto a renzi. Fuori dal centrodestra.

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  • sordo

    03 Settembre 2016 - 11:11

    Ravetto io non voto un partito che al suo interno ha la mussolini, la polverini,parisi ed altri.Serve un altra sconfitta per farvelo sapere?

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  • encol

    03 Settembre 2016 - 09:09

    VOGLIAMO IMITARE LA SPAGNA: OGNUNO E' PRESIDENTE E PREMIER DI SE STESSO !!!!! Basta politicanti da 2 soldi sopratutto ladri di mestiere.

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