Cerca

La randellata sulla sindaca

Facci, bocciatura senza pietà alla Raggi: "Vi spiego io perché è un'incapace"

Facci, bocciatura senza pietà alla Raggi: "Vi spiego io perché è un'incapace"

I giornali non dovrebbero solo aiutare ad approfondire, ma anche consigliare di non farlo quando ritengano che non ne valga la pena. Ecco, per il caso Raggi (o caso Muraro, o caso 5 Stelle, o caso dimissioni in giunta, insomma caso Roma) ci siamo vicini e - restando alla metafora dei giornali - leggere solo i titoli pare più che sufficiente: infilarsi nei garbugli dei grillini è feticismo dietrologico, non è più occuparsi di politica. Solo ieri scrivevamo che Virginia Raggi «è sempre meglio di Ignazio Marino», oggi non ne siamo più tanto sicuri. Marino rimase da solo perché nel tempo perse tutti i compagni di Strada, la Raggi non ha neppure acceso la macchina; il più pessimista degli analisti ipotizzava che dopo un anno/un anno e mezzo il sindaco avrebbe fatto i conti con la sua vacuità, ma qui sono passati solo due mesi di cui uno di ferie.

Siamo già abituati a tutto, ma i grillini riescono sempre a sorprenderci. Nella Capitale accade la qualunque e intanto Alessandro di Battista era a fare un tour in scooter nella costiera amalfitana. Luigi Di Maio ieri pomeriggio doveva essere alla Camera (non c' è andato) e in serata doveva essere a Politics su Raitre (non c' è andato) e lo spazio Facebook «Di Maio risponde» è diventato «Di Maio non risponde». A Montecitorio il direttorio nazionale dei 5 Stelle si è riunito col direttorio cittadino dei 5 Stelle mentre Virginia Raggi si riuniva in Campidoglio coi suoi 5 Stelle per vedere come difendersi dai direttori riuniti: non capendo che basta una mezza mozione di sfiducia del suo partito e va a casa subito. Intanto il sindaco di Parma già espulso dai 5 Stelle, Federico Pizzarotti, si diverte come un matto e invoca le dimissioni di tutti quanti: e diffonde un video in cui si vede la Raggi che gli addebita quello che poi ha fatto lei, cioè nascondere che un proprio assessore era indagato. Intanto naturalmente «la base social è in rivolta», perché le basi social vivono così, in rivolta. Il bordello a 5 Stelle non si riesce a sintetizzare neanche solo per titoli, ormai. Ci sono state le cinque dimissioni della settimana scorsa (assessori e dirigenti) senza una spiegazione convincente da parte di nessuno.

L' assessore Carla Muraro era indagata da aprile e non è ancora chiaro se al momento della nomina il sindaco lo sapesse, ma è quello che credono tutti. La Raggi ha detto di averne informato il direttorio ma il direttorio ha negato, allora lei ha smentito, poi ha detto di aver informato altri, ma poi hanno negato anche questi, dopodiché c' è stata una disputa sulle differenze tra «indagato» e «iscritto» e «fascicolo» e «indagine» come neanche ai tempi di Mani pulite. Ah, dimenticavamo il nuovo assessore al bilancio Raffaele De Dominicis, già noto in passato per inchieste e soprattutto dichiarazioni surreali: l' offerta per l' assessorato gli è provenuta dall' ex studio legale di Cesare Previti e ovviamente è scoppiato un putiferio, anche perché si è detto a favore delle Olimpiadi a Roma. Mica è finita: ieri sono successe altre cose (si fa per dire) e chissà quante ne stiamo dimenticando, ma vi renderete conto che il nostro giornalismo, con una sola di queste voci, è in grado di stendere pagine di retroscena: col rischio che non si distingua più la scena. Certo non la troverete sul blog di Grillo, che ieri mattina esordiva con un fondamentale post contro l' Euro: anche perché, la scena, è banalmente quella di una personcina inadeguata che non è in grado di fare il sindaco di Roma, e dovrebbe trarne le conseguenze, fine. Sia detto senza acrimonia, senza gioco delle parti: la situazione è oggettivamente quella che è. Ma poi ecco, ieri pomeriggio ti arriva Beppe Grillo che semplifica tutto e dice «il Movimento ce la farà, basta ripartire col piede giusto». Una frase che non accontenterebbe neanche un grillino lobotomizzato e a bagno nel valium. Però intanto sul suo blog, il blog di Grillo, c' erano commenti come questo: «Stiamo dando un ignobile esempio di malapolitica e di manifesta incapacità, tra dimissioni, indagati, bugie e menzogne, raccomandazioni degne della peggior politica che nulla hanno a che vedere con lo spirito e le linee guida del Movimento». Ora: il punto non è inventarsi che «ormai l' hanno capito anche loro» o che il «caso Roma» si stia pesantemente riverberando su tutto il Movimento: questi, con rispetto parlando, non sono affari nostri. Che a capirlo non impieghino qualche anno, però, sono affari nostri eccome.

Filippo Facci

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • pippo666

    pippo666

    21 Settembre 2016 - 11:11

    Cretino!

    Report

    Rispondi

  • cefastu

    10 Settembre 2016 - 20:08

    Secondo me il M5S deve, giocoforza ridimensionarsi. Se non possono o non vogliono fare la rivoluzione, devono stare al gioco e sporcarsi le mani. Perderanno i voti finora ottenuti, illudendo elettori che un mondo perfetto ( anzi, perfettino ) esiste . Forse la Raggi lo ha capito prima di Grillo. Lei deve fare il sindaco di Roma.

    Report

    Rispondi

  • Vittoriese

    09 Settembre 2016 - 00:12

    Certo che per uno abituato come te a convivere con i ladroni di Craxi e compagnia che uno nasconda una mail deve essere un peccato mortale........

    Report

    Rispondi

  • Sputnik

    08 Settembre 2016 - 20:08

    Marino era peggio comunque. Perché i PDioti, TUTTI, sono prima di tutto LADRI.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog