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La polemica con l'onorevole

Feltri risponde a Brunetta: "Silvio mi ha dato, ma a differenza tua io ho restituito"

Feltri risponde a Brunetta: "Silvio mi ha dato, ma a differenza tua io ho restituito"

Caro Renato Brunetta, constato che nella tua risposta a me e a Libero la butti sul personale, trasformandoti da professore in materie politiche e economiche in docente di psicologia e perfino di psichiatria, campi nei quali sei un dilettante, e si vede. Io sono quello che sono, ho i miei problemi. Forse i tuoi sono più gravi ma non li analizzo, perché il mio mestiere è quello del giornalista e non dello psicoterapeuta. Mi attengo ai dati, ai numeri.

Forza Italia fino a qualche anno fa veleggiava intorno al 30 per cento dei consensi. Ora è scesa al 10 per cento. Chi l' ha trascinata tanto in basso se non voi dirigenti del partito?
Berlusconi avrà le sue colpe, ma anche tu e i tuoi soci ci avete messo del vostro, credo.
Oppure siete innocenti, vergini, eroi umiliati dal capo? Quando una formazione politica è in crisi un motivo ci deve essere. Nel caso di Forza Italia non si può ignorare la responsabilità del leader, ovvio. Anche se al Cavaliere va concessa qualche attenuante per le ragioni che sappiamo. Ma concedere attenuanti non significa assolvere. Ripropongo la volgare metafora del salame.
Gli azzurri erano un salamone. La prima fetta fu tagliata e divorata da Casini, la seconda da Fini, la terza da Alfano, la quarta da Fitto, la quinta da Verdini.
Costoro perché se ne sono andati sbattendo l' uscio, lasciando del salame solo il culetto? Temo che l' aria nel partito fosse talmente fetida da invitare alla fuga una folla di gente e soprattutto una folla, cospicua, di elettori. Se la mia diagnosi non ti convince, trovane tu una migliore, non tenerla per te.
Tu hai giocato la partita dall' inizio e non sei riuscito a vincerla, segno che il tuo apporto non è stato abbastanza positivo. Se Forza Italia ha un piede nella fossa probabilmente voi capetti - tutti, nessuno escluso - avete contribuito a ridurla in fin di vita.
Ecco perché Libero correttamente vi ha definiti falliti. Anche perché non siete in grado di adottare una terapia idonea, anzi, vi impegnate per accelerare il crollo della casa che vi ha ospitato e ingrassato. La casa di Berlusconi. Il quale è stato indotto, dalla situazione creata da lui stesso e da voi complici, a chiamare Parisi quale curatore fallimentare. Costui non è stato ingaggiato da me bensì dal Cavaliere in persona e, invece di aiutarlo a puntellare i muri pericolanti, tu caro Renato e i tuoi amici invidiosi fate il diavolo a quattro per rendergli difficile la vita e impedirgli di salvare l' edificio traballante. Bravi.

Silvio cerca di riparare agli errori collettivi tramite Parisi, e tu - che sei il più sveglio della compagnia - ti dai da fare per vanificarne il tentativo. Ti sembra intelligente? Anche i falliti possono rialzarsi. Tu viceversa te la prendi con me solo perché ti faccio notare che stai sbagliando di grosso. O ce la farà Parisi a rifondare la baracca o assisteremo a un funerale, quantomeno alla consegna dei libri in tribunale.
Mi accusi di essere un opportunista renziano perché ho deciso, dai tempi in cui lavoravo al Giornale, di votare sì al referendum, ma ignori che il tuo partito votò in Parlamento a favore delle riforme soggette a plebiscito. Era l' epoca del Nazareno. Ricordi o fingi di esserti dimenticato? In pratica mi rimproveri di pensarla come voi quando la pensavate diversamente da ora.
Preferisco stare con Marcello Pera (eletto da voi presidente del Senato) che con Cuperlo. Chi ha voltato gabbana, tu o io?
È vero che anni orsono appoggiai (quando ero all' Indipendente) Mani pulite. Ovvio, la Prima Repubblica era piena di ladri che non rubavano per il partito ma rubavano anche al partito. I socialisti erano specialisti del furto. Ma non scherzavano neanche gli altri, comunisti compresi. Questi ultimi sono stati graziati dalla magistratura che si giustificò dicendo che non c' erano prove delle loro grassazioni. Poco credibile. Per cui scrissi e ribadisco che mentre la maggioranza dei partiti finì in galera, l' ex Pci finì al governo.
Non è stato forse così?
Sui miei guadagni puoi indagare fin che vuoi. Berlusconi mi ha dato molto, io a lui ho dato di più. Informati. Documentati.
Sui tuoi introiti non indago. Non vorrei trovare cattive sorprese. La tua affermazione secondo la quale sarei disperato è gratuita. Il mio curriculum è soddisfacente. Da Libero se ne sono andati alcuni bravi giornalisti, ma trascuri il fatto che sono arrivate firme altrettanto importanti: Becchi, Veneziani e Farina, tuo fedelissimo collaboratore, per citarne alcune. Comunque i conti si fanno in edicola. I numeri e non le chiacchiere pesano in politica e nel giornalismo. Forse i numeri non contano per te, ma cantano lo stesso.

Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • ernesto1943

    15 Settembre 2016 - 15:03

    belle argomentazioni di Feltri.ma io sono convinto che è in atto una svolta pro renzi.

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  • eddafabbri

    15 Settembre 2016 - 12:12

    commentare il comportamento dei politici italiani è come sparare sulla croce rossa

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