Cerca

Retroscena e scenari

Braccio di ferro Re Giorgio-Bersani
E per raccattare una maggioranza
il Pd manda don Gallo da Grillo

Il segretario vuole fare il premier, il Capo dello Stato chiude a un governo di Minoranza. Nei "democrat" è guerra tra correnti. E si giocano il prete...

Pier Luigi Bersani e Giorgio Napolitano

Pier Luigi Bersani e Giorgio Napolitano

Non c'è alcun dubbio che la direzione nazionale del Pd, convocata per domani, mercoledì 6 marzo, approverà senza battere ciglio la decisione di Pierluigi Bersani di presentarsi in parlamento per cercare i voti per un governo di minoranza. Il problema è il dopo. Il leader democratico, infatti, dovrà vedersela con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, al contrario, spinge per un esecutivo di maggioranza, fosse anche affidato a un personaggio terzo rispetto ai nomi usciti dalle urne. 

Le correnti - Di fronte a questo scenario Bersani non sembra disposto a non fare alcun passo indietro contando anche dell'appoggio di Massimo D'Alema. Senza Pd non ci sarà alcun governo, meglio andare a nuove elezioni, è il "pigi pensiero" che però rischia di spaccare il variegato mondo dei democratici. Da una parte ci sono i "possibilisti"al governo del presidente come Walter Veltroni e Paolo Gentiloni, dall'altra i renziani (Matteo Richetti e Graziano Delrio) che sostengono che non è necessario per forza un incarico a Bersani purché non ci sia alcun inciucio con il Pdl. Poi ci sono i giovani turchi (Miguel Gotor e Stefano Fassina) che vorrebbero governare con Grillo e basta (altrimenti si torna a votare) e i lealisti (Enrico Letta e Dario Franceschini) che scongiurano invece il ritorno alle urne e premono perché Bersani trovi il modo di formare un governo, qualsiasi esso sia. 

Chi vince - Secondo i calcoli fatti da Claudio Cerasa sul Foglio prevarrà la linea del segretario: su 340 eletti dal centrosinistra alla Camera, e la proporzione è molto simile al Senato, le truppe di Bersani conterebbero di circa 60 giovani turchi, 35 vendoliani e un'ottantina di bersaniani. In pratica più della metà degli deputati sarebbe favorevole alle elezioni subito se Napolitano osasse non affidare il nuovo governo al Pd. "Il Pd è la prima forza del Paese e nessuna soluzione può prescindere dal Pd", ha tuonato Massimo D'Alema escludendo ogni accordo con il Pdl, mentre Beppe Grillo, che ha avuto "un risultato così importante, deve prendersi delle responsabilità". 

Don Gallo ambasciatore - E proprio per stanare il leader del Movimento Cinque Stelle il centro-sinistra ha mandato in avanscoperta don Andrea Gallo, vicino a Sel. "Sono in atto una serie di colloqui informali. Lui è amico di alcuni del Pd e di Grillo e sta facendo la sua parte", ha rivelato Pippo Civati. E se la cosa non andrà a buon fine restano le elezioni anticipate e in quel caso il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sarà in pista.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • 19gig50

    05 Marzo 2013 - 23:11

    Quelli del pd, hanno una paura tremenda di tornare presto a votare. Per questo sono disposti a calarsi le mutande con i grillini. Nei loro discorsi si percepisce l'amaro del loro fiato per i tentativi di leccagginne culis.

    Report

    Rispondi

  • puccist1

    05 Marzo 2013 - 23:11

    Per Nick2 IlPD , meglio, Bersani non ha capito un tubo.Basta documentarsi e andare un po' a fondo per capire chi sono Casaleggio e Grillo.Lui continua col conflitto di interessi, il falso in bilancio ( che per le società quotate c'è ancora) e la legge elettorale, cose delle quali al popolo che non mangia e si suicida non importa un fico.Berlusconi, che a detta dei PM è il più grande criminale del mondo ( ma faciteme o' piacere!!!) è più vicino a Grilo di altri: diceva di abolire l'IMU: adesso lo dicono tutti,vuole ridimensionare Equitalia cheè letteralmente impazzita, ecc....Il fatto è che il PD persegue i propri interessi di bottega e sene fotte dell'Italia E lasciamo perdere il Sig. Gallo che del prete non ha nulla e si è dimenticato del Vangelo...

    Report

    Rispondi

  • PETTIROSSO

    05 Marzo 2013 - 16:04

    Ci mancava anche un falso don Camillo per aiutare il disperato Bersani... ma dove vuole andare con i grillini se non in un prato verde a brucare!!!???

    Report

    Rispondi

  • nick2

    05 Marzo 2013 - 13:01

    ma un governissimo PD - PDL decreterebbe la vittoria schiacciante di Grillo e la fine dei partiti tradizionali fra un anno o al massimo due, quando ritorneremo alle urne. Probabilmente non avete nemmeno capito che il PDL vuole l’inciucio non per il bene dell’Italia, ma soltanto per evitare eventuali leggi sulla corruzione e sul conflitto di interessi e soprattutto perché nei prossimi mesi il Parlamento non voti l’autorizzazione a procedere nei confronti di Berlusconi. L’unico modo per cercare di arginare Grillo è inchiodarlo alle sue responsabilità, proponendogli alcuni punti che sono anche nel suo programma. Un suo eventuale rifiuto darebbe la possibilità al PD di “smascherare” Grillo e di dimostrare agli elettori e all’Europa che il M5S vuole solo sfasciare e non costruire. Questi punti potrebbero essere accettati anche dal PDL, se fosse un partito di destra europeo, invece c’è Berlusconi, con i suoi interessi personali e con i suoi problemi con la giustizia...

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog