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Sondaggi devastanti: M5S e compagni, che fine fanno i ribelli anti-sistema

Sondaggi devastanti: M5S e compagni, che fine fanno i ribelli anti-sistema

Syriza e Podemos, i Cinque Stelle greci e spagnoli, perché come i grillini hanno sempre avuto la presunzione di fregiarsi di venire dal popolo per contrapporsi all' élite di potere. Come i grillini si sono sviluppati attorno a un leader indiscusso, ma proprio come loro, arrivati al potere o a un passo da esso, stanno dando il peggio. In Grecia parlano le proteste, l' insoddisfazione, i numeri: secondo i sondaggi solo il 19% della popolazione vede con favore Alexis Tsipras, colui che fino a poco tempo fa era considerato alla stregua di un eroe nazionale.
L' 85% si dichiara «insoddisfatto» dalla sua politica, tradito dalle sue promesse.
Se si andasse a votare domani Tsipras perderebbe malamente contro l' astro nascente del centrodestra europeo, il giovane leader di Nuova Democrazia Kyriakos Mitsokakis, avanti di 10 punti.
Domenica scorsa a Salonicco 5mila poliziotti in assetto antisommossa hanno contenuto a fatica la furia di 13mila manifestanti che protestavano contro Tsipras che stava tenendo un discorso.
Uno smacco per lui che da quella stessa gente, dalla piazza, era stato portato come un trionfatore al governo alla fine del 2014 e poi riconfermato il settembre successivo, nonostante al referendum contro le misure della Troika avesse abbondantemente dimostrato, con i suoi schizofrenici voltafaccia, di che pasta era fatto. Il 2016 e le trattative con i creditori per rientrare dal debito, le nuove misure con nuovi tagli alle pensioni e agli stipendi, nonostante la sua unica vera grande promessa fosse proprio quella di opporsi con tutte le sue forze all' austerity, hanno fatto precipitare la situazione.
Tsipras si arrabatta rilanciando battaglie politiche populiste: a Salonicco, ad esempio, ha promesso che tutto il denaro ricavato dalla vendita delle frequenze televisive andrà ai legittimi proprietari, ovvero il popolo greco, ma si tratta di appena 246 milioni che sono una goccia d' acqua rispetto ai tagli già paventati per ridurre il debito. Con l' aggravante, oltretutto, che le frequenze finiranno ai gruppi principali e le piccole tv chiuderanno mandando sul lastrico 1800 dipendenti. Nello stesso discorso il premier greco ha anche ritirato fuori la vecchia manfrina delle riparazioni di guerra che i tedeschi devono alla Grecia.
Una richiesta che non porta da nessuna parte e che sa, anche questo, di tentativo disperato per recuperare un minimo di consenso.
I greci sono indignati, come lo erano i giovani spagnoli che diedero origine al movimento Podemos, ora terza o seconda forza politica del Paese, a seconda delle tornate elettorali ormai semestrali in Spagna, e ago della bilancia per la formazione di un nuovo esecutivo. Si chiamavano «indignados» appunto, e il loro leader Pablo Iglesias ha mantenuto, almeno fisicamente, la stessa aria ribelle con tanto di capelli lunghi e coda, di quando si accampava alla Puerta del Sol a Madrid.
All' inizio erano un partito anti-sistema, sostenevano Chávez in Venezuela e sognavano un leader alla Mujica; erano contro l' Euro, contro l' Europa, contro la Nato, come i grillini e come Syriza.
Poi anche loro si sono adeguati diventando allineati europeisti. E in questi quasi 9 mesi di trattative per la formazione di un governo sono assomigliati più alla Democrazia Cristiana che a un partito di governo, perdendo consensi e litigando tra loro. Alla fine, nonostante la spaccatura tra le due anime del partito, quella più a sinistra di Iglesias e quella più opportunista di Íñigo Errejón, ne sta uscendo una mezza alleanza con il vecchio Psoe, che è un po' come se i Cinque Stelle si alleassero con il Pd.

di Carlo Nicolato

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Commenti all'articolo

  • vitoschepisi

    15 Settembre 2016 - 17:05

    Senza una rivoluzione liberale che riporti al centro dell'attenzione l'impresa ed il lavoro e che scalfisca il muro ostinato della burocrazia che frena l'iniziativa e gli investimenti, e senza una giustizia che garantisca i diritti di tutti in ugual misura, l'Italia è destinata ad arretrare e produrre corruzione e sprechi. Le avventure(M5S), invece, potrebbero solo farci passare brutti momenti.

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  • wilegio

    wilegio

    15 Settembre 2016 - 17:05

    Il marcio dei grillini purtroppo sta nel loro statuto: nessuno può far politica se indagato. Ho detto "indagato", non "condannato". E questo rende di fatto inattuabile qualunque atto di governo, a qualsiasi livello, che non piaccia ai procuratori della anm, e impedisce quindi di governare. Semplice, no? Hanno ceduto il potere politico a gente come woodstock, e questo agli elettori non piace.

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  • vitoschepisi

    15 Settembre 2016 - 16:04

    La cartina di tornasole dei movimenti politici che nascono - e incassano consensi - cavalcando le legittime proteste dei cittadini è la gestione del "potere". La responsabilità delle scelte e l'impatto con la macchina amministrativa richiedono equilibrio, conoscenza, buonsenso e qualche volta coraggio e determinazione. La propaganda ed i bei gesti sono ben altra cosa rispetto alle responsabilità.

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  • vpmiit

    15 Settembre 2016 - 16:04

    E' evidente che se vince il NO M5S e PD si alleano. E per prima cosa tolgono le TV al berlosco. Poi droga libera ed eutanasia!

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