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Il piano diabolico del premier

Renzi ha deciso la data del voto. La mossa che fa infuriare il Quirinale

Renzi ha deciso la data del voto. La mossa che fa infuriare il Quirinale

Da un lato Matteo Renzi da giorni invita a schiarire le nubi che avvolgono il dibattito del referendum costituzionale. Dall'altro però il premier non fa altro che aggiungere carne al fuoco, infarcendo il dibattito di questioni che solo apparentemente poco c'entrano con il voto sulla riforma costituzionale, ma che di fatto gli sono funzionali all'obiettivo finale: restare in sella a prescindere dall'esito delle urne.

Ieri ha cominciato di buon mattino la sua giornata campale che si sarebbe conclusa col confronto a Bologna davanti al presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia. Come riporta Il Giornale, Renzi ha richiamato una fantomatico: "fondo di 500 milioni per la povertà" dal quale si potrà attingere naturalmente solo se vincerà il Sì. La sera alla Festa dell'Unità bolognese ha battagliato usando bastone e carota con quel pezzo di partito storicamente a lui più riottoso, arrivando anche alle minacce velate quando, a chi dal pubblico gli chiedeva di andare a casa, lui ha ribadito che resta dov'è finché gode della maggioranza in Parlamento. E ultimo, ma non meno trascurabile, c'è il pezzo di carne più fumoso sul bracere, cioè quello delle possibili modifiche all'Italicum, la legge elettorale, sulla cui legittimità si esprimerà la Corte costituzionale il prossimo 4 ottobre.

Quel che resta ancora un mistero è il giorno in cui gli italiani saranno chiamati a decidere se tenere o no la riforma Renzi-Boschi. Il premier ha annunciato che la data sarà discussa nel Consiglio dei ministri del 26 settembre. Con il calendario che scorre, le opzioni utili si stanno riducendo all'osso, facendo presagire che il giorno più probabile potrà essere domenica 27 novembre. Data non proprio casuale, perché a quel punto la legge di Stabilità sarà già passata alla Camera, portando con sé una serie di stanziamenti sempre suscettibili di modifiche nel passaggio al Senato, ma dopo il voto referendario. Una scelta squisitamente politica che poco piace al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che inutilmente ha provato a spendersi nei giorni scorsi perché il voto fosse "sterilizzato" da incursioni di mercimonio politico.

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Commenti all'articolo

  • cldfdr

    20 Settembre 2016 - 14:02

    Il demotovarish infuriato? ma quando mai! E' il gioco delle parti in commedia (o farsa?)

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  • umberto2312

    17 Settembre 2016 - 08:08

    Vorrei proprio vederlo il " sagrestano" Mattarella infuriato.Al massimo sbuffa sui moccoli.

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  • ernesto1943

    16 Settembre 2016 - 21:09

    il nostro presidente si è infuriato.cosa è successo ha forse pestato la cacca?

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  • maxdemax

    maxdemax

    16 Settembre 2016 - 12:12

    dobbiamo andare a votare - spetta che spendo un po dei TUOI SOLDI - per farmi bello con chi non si rende conto che i soldi sono comunque NOSTRI. I soldi non piovono dal cielo - vengono presi da una persona per dargli ad un altra - non so come mai vedo sempre la mannina di Renzi&friends -fancazisti di proffessione che entra nella mia tasca e poi si pavoneggiano di aver dato- dato un ca@@ - RUBATO

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