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Legge elettorale

"Addio Italicum, ecco le nostre regole": i punti della riforma proposta dai grillini

Beppe Grillo

"L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale". Il Movimento 5 Stelle boccia senza appello l’Italicum e, alla vigilia del voto sulla mozione presentata da Sinistra italiana, rilancia il 'Democratellum’, la proposta di legge elettorale che mira a introdurre un sistema proporzionale corretto con preferenze e - novità - un voto di ’penalizzazione' per eliminare dalla lista un candidato, "senza alcun premio di maggioranza".

Inoltre, la proposta - frutto della consultazione on line a cui hanno partecipato 30mila cittadini con più di 200mila voti espressi - prevede che non vi siano coalizioni pre-elettorali per evitare "alleanze tattiche" prima del voto e consiste in "un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi". Sono vietate le candidature plurime, mentre lo sbarramento è, in un certo senso, doppio: le circoscrizioni sono a base pluri-provinciale e il territorio italiano è stato diviso in 42 circoscrizioni. In 33 circoscrizioni su 42 (che assegnano 373 seggi, ossia il 60% del totale) lo sbarramento naturale è superiore al 5%; nelle altre 9 circoscrizioni (che assegnano 245 seggi, ossia circa il 40% dei seggi della Camera) lo sbarramento è inferiore al 5%.

Il sistema di voto targato 5 Stelle è contenuto nella mozione che i pentastellati hanno presentato questa mattina e si rifà al testo depositato nel 2014. In una lettera aperta rivolta al premier Matteo Renzi e datata 16 giugno del 2014, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, i 5 Stelle spiegavano: "Il Democratellum favorisce la governabilità, senza presentare profili di incostituzionalità. Il suo impianto limita la frammentazione dei partiti e avvantaggia le forze politiche maggiori".

Sempre nella lettera aperta del giugno 2014 indirizzata a Renzi, i 5 Stelle scrivevano, per spiegare la loro proposta, il ’Democratellum’: "Il sistema non richiede coalizioni pre-elettorali e così evita che i partiti debbano annacquare la propria proposta elettorale a causa di alleanze tattiche obbligate, che, nell’esperienza italiana, si sono rivelate meri espedienti elettorali incapaci di reggere alla prova del governo del Paese. Sulla base della nostra proposta, inoltre, una forza politica che ottenga un deciso consenso elettorale potrà governare anche da sola, senza che sia necessario raggiungere la maggioranza assoluta dei voti. In estrema sintesi sono questi gli obiettivi cui il Democratellum è diretto. Esso non è avanzato per favorire il MoVimento 5 Stelle ma per perseguire una democrazia compiuta ed un sistema politico più utile ai cittadini. Non si tratta infatti di un proporzionale puro, bensì di un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi".

I 5 Stelle spiegano, nella relazione introduttiva alla proposta di legge depositata: "Il sistema di circoscrizioni di dimensione intermedia realizza di fatto uno sbarramento del 5% anche se, grosso modo, anche le forze inferiori al 5%, sebbene fortemente sottorappresentate, potranno ottenere qualche seggio, mentre tra il 5 ed il 10% è assai probabile che vi sia una certa sottorappresentazione".

All’articolo 4 si legge: "Ogni elettore dispone di un voto per la scelta di una lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su una scheda recante il contrassegno e l’elenco dei candidati di ciascuna lista. L’elettore dispone altresì di un voto per la penalizzazione di uno dei candidati inseriti nella lista votata, da esprimere cancellandone il nome dall’elenco. Nelle circoscrizioni, o quanto alle circoscrizioni metropolitane nelle ripartizioni, che assegnano almeno quindici seggi, l’elettore può penalizzare due candidati. Ogni elettore dispone inoltre di un voto di preferenza, da esprimere su una diversa scheda scrivendo il nome del candidato che si intende preferire. Nelle circoscrizioni, o quanto alle circoscrizioni metropolitane nelle ripartizioni, che assegnano almeno quindici seggi, l’elettore può esprimere due preferenze".

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Commenti all'articolo

  • Skyler

    20 Settembre 2016 - 22:10

    Vabbè, se è per questo il popolo vorrebbe che uno eletto non possa lasciare la lista dove è stato eletto pena la decadenza.... Fa ridere la cancellazione di 1 nome dall'elenco!

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