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La prova dei numeri

Il sondaggio che inchioda i 5 Stelle: perché caleranno, in 5 punti

Il sondaggio che inchioda i 5 Stelle: perché caleranno, in 5 punti

L'elettorato del Movimento 5 Stelle regge, ma gli scricchiolii grillini sono sempre più forti. E soprattutto il flop iniziale della giunta romana di Virginia Raggi sta facendo terra bruciata intorno allo zoccolo duro: in altre parole quei potenziali simpatizzanti che oggi votano altri partiti stanno fuggendo a gambe levate.

Numeri critici - Sono i due verdetti del sondaggio Swg sul M5S. Per il 35% degli italiani, riporta il Messaggero, il giudizio sul Movimento è peggiorato, ma solo il 7% di loro si dichiara grillino. Proprio tra i grillini però si registra un certo malessere: per il 32% l'eventuale caduta della Raggi sarebbe da imputare a tutto il movimento fondato da Beppe Grillo, solo per il 22% sarebbe invece una "questione privata" e tutta romana, da imputare a personalismi, liti e scontri interni. 

Indecisi in fuga - "Non c'è una crisi verticale del movimento - spiega il direttore di Swg Enzo Risso-, tuttavia, si possono individuare cinque sacche di criticità per il suo futuro, la prima delle quali è senza dubbio l'inaridirsi della forza attrattiva dei pentastellati". Si torna dunque agli indecisi: per il 31% di loro le difficoltà dei grillini derivano dal loro metodo di governo, mentre il 32% percepisce "demagogia e presunzione".

La sindrome delle correnti - Secondo il 49% dell'elettorato grillino, poi, il Movimento è affetto dalla "correntite" come spesso capitato ad altri movimenti di protesta poi asfaltati da "consorterie e fazioni". 

Governisti vs radicali - Di queste correnti, le due "macro-categorie" sono quelle di governisti e puristi radicali, per Risso "emisferi politici interni separati e inconciliabili". Per ora l'elettorato grillino premia i primi (53%) sui secondi (appena il 3%).

Diventare grandi - La quarta criticità è la "crisi di crescita". Per il 61% degli intervistati il M5S è "inadeguato" e anche per il 65% degli elettori pentastellati il Movimento dovrebbe aprirsi a competenze esterne. 

La paura del dialogo - Quello che sta cercando di fare, a fatica, la sindaca Raggi a Roma. Il suo fallimento, spiega Risso, è un po' lo specchio del rischio cui sta andando incontro il Movimento: governare "vuol dire gestire la relazione con le diverse anime della città, con il suo tessuto sociale, economico, associativo e politico, senza subire i poteri, senza essere succube delle corporazioni, ma anche senza essere spaventati dal dialogo e dalla necessità di mediazioni concrete per il futuro della città". Per ora, missione fallita.

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    24 Settembre 2016 - 09:09

    "...perché caleranno, in 5 punti...". Ahahah. E ci vogliono cinque punti per spiegare che a Roma M5S sta facendo una figuraccia sotto gli occhi di tutti, e la gente si sta accorgendo che coi cinquestelle non si va da nessuna parte?

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