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Il leader a Palermo

"Il capo sono io, punto e basta": la spallata di Grillo a Casaleggio jr

Beppe Grillo

Nel giorno del gran raduno di Palermo, nel momento forse più difficile nella storia del M5s, Beppe Grillo occupa la scena con prepotenza e annuncia di non volerla lasciare. "Io farò il capo politico, prenderò delle decisioni, perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni, prima le prendeva Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, nessun passo di lato. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi".

Il capo, insomma, è lui. Una rivendicazione piuttosto clamorosa, soprattutto perché non fa alcun riferimento a Davide Casaleggio, figlio di Gian Roberto e oggi agli apici delle gerarchie grilline. E ancora, Grillo ha aggiunto: "Siamo davanti alla prima fase di un grande esperimento, ci sarà una seconda fase e la inaugureremo stasera". Parole, quelle di Grillo, pronunciate nel corso di una passeggiata nel quartiere Ballarò e all'arrivo sul prato del Foro Italico, dove è iniziato il raduno nazionale con migliaia di attivisti presenti.

Il comico-leader non nega le rivalità interne nel direttorio, uno dei temi che più hanno tenuto banco nelle ultime settimane: "Forse sì, ma è normale, del resto la tv è immagine, c'è quello che funziona di più o quello che funziona meno". Dunque aggiunge di aver visto i parlamentari "un po' stanchi, ma è normale. Stanchi, non affascinati dal potere", precisa. Ma in cosa consisterà questa fase 2? "Bisogna tornare alla visione di quello che era il Movimento". Cambierà il direttorio? "Il direttorio è una parola che avete inventato voi, sono 5 persone che io e Casaleggio assieme alla Rete avevamo scelto perché il Movimento stava diventando enorme".

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    24 Settembre 2016 - 17:05

    Si è autoproclamato grande statista. poveri noi.

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