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Sempre lui

Napolitano ha preparato la trappola per Lega e M5S: retroscena sulle trame di Re Giorgio

Napolitano ha preparato la trappola per Lega e M5S: retroscena sulle trame di Re Giorgio

Nove settimane e mezzo... il tempo giusto - come già insegnava l'omonimo film - per stuzzicare la passione, e far rinascere l'amore... in questo caso un vecchio amore, quello tra Berlusconi e Renzi, lasciando cornuti e mazziati tutti gli altri.
Spieghiamoci. Napolitano, il vero artefice di questa fase politica, ha fiutato il serio pericolo della sconfitta nel referendum costituzionale, e non può permettersi di tirare le cuoia senza aver prima visto lo stravolgimento della Costituzione realizzato. Sono anni che lavora a questo progetto su mandato non solo europeo.

C'era pertanto solo un modo per evitare il pericolo: spostare, all' improvviso, tutta l'attenzione dei media, della "pubblica opinione", dei cittadini, dal quesito referendario alla legge elettorale, cogliendo così anche l'occasione per "ritoccare" un Italicum che, inaspettatamente, oggi rischia di rivelarsi uno strumento destinato con il ballottaggio ad avvantaggiare, più che Renzi, il M5S.

Insomma: c'è sia da far passare, a tutti i costi, il "sì" alle riforme, e da cambiare quella legge elettorale che, nel 2018, o prima, avrebbe dovuto spianare la strada per una vittoria renziana, ma che - visti i sondaggi - potrebbe rivelarsi un "boomerang" per il Governo. È da questa estate che Napolitano ha dato l' allarme. E le cose, finalmente, cominciano ad andare al loro posto. Anzitutto, si è "bloccata" la Corte Costituzionale, costringendola a rinviare la sua decisione del 4 ottobre. Poi, si è riaperta la partita, perché ora l'Italicum deve essere modificato, e Renzi sa di potercela fare solo con un nuovo patto con Berlusconi: riscrivere insieme la legge elettorale, assicurando ad una rinnovata Forza Italia (magari anche nel nome) di mantenersi con Parisi tra le principali forze politiche del Paese, in cambio di un sostegno - magari in forma di semplice non opposizione - per il referendum.

La posta in gioco è alta. Ma Berlusconi, con straordinaria astuzia, ha capito di avere una possibilità, insperata, di tornare in gioco, e Parisi è sicuramente l' uomo giusto per questa nuova operazione.

Grillo e Salvini, se non si svegliano in tempo, potrebbero essere destinati a rimanere con il cerino in mano. Il primo è troppo preso dalle lacerazioni interne al partito per capire quello che sta succedendo, c'è da augurarsi che almeno Salvini non cada nella trappola. Il dato di fatto però è che per i sostenitori del no, la partita sul referendum si fa difficile.

di Paolo Becchi

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Commenti all'articolo

  • luigin54

    27 Settembre 2016 - 06:06

    vecchio BASTARDO quando crepi ??????????????????

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  • Happy1937

    26 Settembre 2016 - 17:05

    Bisognerebbe aver conosciuto gli uomini nefasti come Napoletano quando erano ancora nella culla per strozzarli prima che avessero la possibilità di rompere le scatole.

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  • Falcesenzamarte

    26 Settembre 2016 - 16:04

    P.s. per Franco Lunari:le sue parole non sono certo volte al bene della repubblica.Prima se ne va codesta personcina prima fa il bene dell'Italia.

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  • Falcesenzamarte

    26 Settembre 2016 - 16:04

    Franco Lunari,Napolitano puo' dire tutto quello che vuole basta che le sue parole siano interpretate al contrario e soprattutto siano non senza scopi personalissimi.

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