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Tremonti fa pace con Berlusconi: "No al referendum, poi legge elettorale proporzionale con Grillo"

Tremonti fa pace con Berlusconi: "No al referendum, poi legge elettorale proporzionale con Grillo"

Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi è positivo o negativo per futuro del centrodestra? "Positivo, molto positivo". Giulio Tremonti getta la maschera: dopo i contatti con Stefano Parisi, il nome nuovo di Forza Italia, l'ex potentissimo ministro dell'Economia dei governi del Cavaliere sancisce, in un'intervista al Corriere della Sera, il riavvicinamento con l'ex premier, con cui si era lasciato (male) in quel fatidico, misterioso, caotico autunno del 2011. Era l'epoca dell'Italia sotto attacco, la febbre dello spread, le pressioni internazionali. Tra tasse da tagliare, misure d'austerità e frizioni interne, ci rimisero prima Giulio e poi Silvio. 

La "democrazia malata" - Sono passati quasi 5 anni, la situazione per certi versi è anche peggiore. "Viviamo in una democrazia malata, a livello globale", spiega il professor Tremonti: "In Gran Bretagna c'è il collasso dell'opposizione, in Spagna manca un governo, in Germania la grande coalizione ha cancellato l'alternanza tra Cdu e Spd…". E in Italia? "Se rimaniamo con una legge elettorale tipo l'Italicum, che consegna maggioranze parlamentari alle minoranze politiche, questo male lo aggraviamo".

No al referendum, poi il proporzionale - Il salto al referendum costituzionale è brevissimo: "Una riforma che fa male alla democrazia, anche quella. Una riforma che complica, invece di semplificare". Se vincesse il No, avverte, occorrerà avviare una discussione seria sulla legge elettorale. Il punto di partenza? Il ritorno al proporzionale, come richiesto dal M5S e su cui anche Berlusconi si dice disponibile: "È il segno che è davvero pronto a tornare in campo", aggiunge soddisfatto, chiarendo che una grande alleanza che va dal M5S a Forza Italia potrebbe essere il punto di partenza "per uscire dalla palude istituzionale e riscrivere insieme la Costituzione".

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    26 Settembre 2016 - 09:09

    "Una grande alleanza che va dal M5S a Forza Italia" , del tutto improbabile, sarebbe una manna per l'Italia. Perché metterebbe insieme un' esperienza di governo, che il M5S non ha, con una voglia di cambiamento e un'insofferenza per la burocrazia che le due formazioni, in varia misura, hanno. E ci libereremmo una volta tanto dal ciarpame rosso che sta disastrando il Paese. Ma sono sogni.

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  • iltrota

    25 Settembre 2016 - 22:10

    Dio ce ne liberi...da entrambi!!

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