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Retroscena

Beppe Grillo detta le regole ai 5 stelle. Cosi vuole far fuori Pizzarotti

Beppe Grillo detta le regole ai 5 stelle. Cosi vuole far fuori Pizzarotti

Tutto il potere nelle mani di Beppe Grillo. Da oggi vengono messe in votazione on line le modifiche al non-statuto del Movimento 5 Stelle. E le bozze che saranno sottoposte agli iscritti (hanno diritto di voto gli aderenti pre-2016) tendono tutte ad accentrare le decisioni. Grillo è il dominus. Ha la titolarità del simbolo, può in ogni momento riprendersi il sito gestito dalla Casaleggio associati, ha l' ultima parola sulle espulsioni e le sanzioni. Comanda lui. Nei fatti, finché non aveva deciso autonomamente di disimpegnarsi nominando il direttorio, era già così. Adesso, con il benestare della base grillino, finirà tutto nero su bianco.

Il nuovo statuto prevede che il contrassegno resti al leader del Movimento e «alla sua famiglia». Cioè non cambia nulla rispetto alla regola precedente, nonostante si fosse aperto un dibattito sulla possibilità di concedere il marchio ai parlamentari grillini. La proprietà, invece, è dell' associazione Movimento 5 Stelle, che ha sede nello studio legale di Enrico Grillo, nipote di Beppe. L' ex comico mette anche le mani sul blog, che rimane gestito dalla Casaleggio associati. Stando alle nuove bozze di regolamento, la procedura di identificazione e accettazione degli iscritti al M5S «viene effettuata dal gestore del sito incaricato dal capo politico del Movimento 5 Stelle», in questo caso, dalla Casaleggio associati. Ma è Grillo che dà l' incarico. E che, di conseguenza, può toglierlo. «Il MoVimento 5 Stelle non è un partito e non intende diventarlo. Abbiamo poche e semplici regole che vanno rispettate da tutti i membri della comunità».

Da oggi si apre la votazione on line sulle modifiche al "non-statuto" e al regolamento dei grillini. Sarà possibile votare tutti i giorni, weekend compresi, dalle 10 alle 21. Gli aventi diritto sono gli iscritti che hanno aderito entro il 1 gennaio 2016 e che sono abilitati al voto con il documento certificato. Di che si tratta? Le novità principali riguardano i meccanismi e i criteri di espulsione, che tanto hanno fatto discutere negli ultimi mesi perché giudicate arbitarie. La base grillina adesso ha l' opportunità di modificare le procedure «indicando in modo più dettagliato i comportamenti sanzionabili», «prevedendo sanzioni differenziate» e «attribuendo la decisione a un organo terzo composto da portavoce».

A Beppe Grillo, «in qualità di garante del M5s», viene lasciata la facoltà di «annullare le sanzioni» e di sottoporle alla votazione degli iscritti. Accanto alla cacciata, viene introdotto un meccanismo di punizioni progressive. Come il «richiamo» e «la sospensione sino a 12 mesi, a 24 mesi o a tempo indeterminato» dal movimento. Nasce anche il collegio dei probiviri. Ma è sempre il «capo politico», cioè Grillo, che ha l' ultima parola. Nel caso, infatti, sia in disaccordo, «con una sanzione irrogata» ha facoltà di annullarla. O di ricorrere al "tribunale del popolo", rimettendo ogni decisione alla base grillina. Rischia il "congelamento" il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso dal M5S nel maggio scorso è ancora in attesa di verdetto.

di Salvatore Dama

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