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Dietro le quinte

Quel segreto di Luigi Berlusconi: ciò che non sapete su "il migliore"

Luigi Berlusconi, l'ultimo figlio. Ritratto del vero erede del Cav

Chi li ha visti insieme racconta che il vero regalo, da lì e per gli anni a seguire, Silvio Berlusconi se lo sia fatto nel 1988: il 27 settembre, due giorni prima del compleanno del Cavaliere, nacque Luigi. Quinto e ultimo dei suoi figli, al quale volle dare lo stesso nome di suo padre. «Avesse vent' anni di più sarebbe perfetto per la politica», dicono oggi di lui. L' idea al momento non lo sfiora, ma se c' è un figlio nel quale oggi il patriarca si rispecchia è questo ragazzone alto oltre un metro e ottanta col quale condivide un rapporto speciale, fatto anche di serate trascorse assieme a chiacchierare.

Strano Berlusconi, questo Luigi. Sotto certi aspetti è l' antitesi del padre e non solo per la statura e l' abbondanza di capelli. Sinora ha vissuto felice lontano dai riflettori. L' educazione steineriana che Veronica Lario ha voluto per i figli - televisione, internet e videogiochi in quantità omeopatica - su di lui ha attecchito bene, unita a una religiosità che qualche tempo fa aveva fatto preoccupare il padre («Non vorrà mica farsi prete?»). Diversi, eppure simili. Al punto da scambiarsi l' ombra: nel 2014, quando Marinella, storica segretaria di Silvio, fu defenestrata dal cerchio magico, divenne assistente di Luigi. Il quale ora potrebbe separarsene per farla tornare dal padre.

Della scuola steineriana di Milano si è detto. Meravigliosa la frase, raccontata da Maria Latella, con cui reagì quando in tenera età fu spedito a fare corsi di recitazione al Piccolo teatro: «Come faccio a fare l' attore se non sono gay?». Quindi il liceo Villoresi a Monza, gli studi di economia alla Bocconi, gli anni di formazione a Londra e nella Sator del finanziere Matteo Arpe. Un cursus honorum completato dalla presenza nei cda di Fininvest e Mediolanum, a casa di Ennio Doris, che lo definisce «un ragazzo intelligentissimo».

Nell' unica intervista concessa (nove anni fa, al mensile Style) mise subito le cose in chiaro: «Nel mio futuro niente televisioni. Lavorerò nell' ambito delle banche d' affari». Scelta saggia anche dal punto di vista dei rapporti familiari: le caselle delle tv e dell' editoria sono già occupate, meglio dirottare le ambizioni altrove. Il contatto con la realtà lo recupera grazie all' attività di beneficenza che svolge tramite la fondazione Opsis, di cui è presidente, creata nel 2010 per fare solidarietà in Lombardia.

Che non aspiri alla santità lo dicono comunque le fidanzatine che lo hanno affiancato in questi anni e le incursioni in discoteca. È lui l' amministratore unico della B Cinque, società creata da tutti i figli del Cavaliere per rilevare insieme quote di aziende innovative. Un piccolo investimento, ma simbolicamente importante per gli equilibri della dinastia. Dal 2014 è anche il presidente della Holding Quattordicesima, quella cui fa capo il 21,4% di Fininvest e che stacca i dividendi anche per le sorelle Barbara ed Eleonora.

Sino ad oggi la strada di Luigi ha incrociato la via della politica due volte. La prima è nota: nel maggio del 2009, in pieno scandalo Noemi, Dario Franceschini chiese agli italiani se avrebbero fatto educare i propri figli dal Cavaliere. Insorsero Pier Silvio, Marina e Luigi. Il quale si disse «orgoglioso di essere figlio di mio padre». Franceschini si scusò. La seconda volta è conosciuta a pochi. Nel luglio del 2012 Berlusconi convocò a Villa Gernetto un pool di economisti liberisti da tutto il mondo, incluso il premio Nobel Robert Mundell, per studiare come tagliare le tasse in Italia. Pochi i presenti, tra loro Luigi. «Era una spugna, desideroso di assorbire conoscenze», racconta chi era lì. «Semplice, educato, senza avere nulla della supponenza del giovane ricco che si sente padrone del mondo. Prendeva appunti su ogni cosa. Dette a tutti, anche a Mundell, l' impressione di essere in gambissima».

A chi conosce la famiglia, quella «spugna» ha ricordato Marina Berlusconi a metà degli anni Novanta, nel pieno della formazione. La primogenita non entrerà in politica; per Luigi, ultimo arrivato, il futuro è ancora da scrivere.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • vagabondo75

    vagabondo75

    30 Settembre 2016 - 09:09

    .....è quasi coetaneo di Di Maio..e sicuramente molto,ma molto, ma moooolto più intelligente!! Perchè no?

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  • lella64

    30 Settembre 2016 - 08:08

    Cecchini e Bellano due chiari esempi di imbecillità.Forse perché i loro figli hanno lo stesso potenziale intellettivo dei genitori.Brutta roba l'invidia!!!!!! :-)

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  • oenne

    29 Settembre 2016 - 22:10

    non voglio leggere i bla bla dei sinistri itransCULI _ ___ _ - una cosa é certa _ BERLUSCONI ES WAR UND IST DIE BEST MANN VON EUROPA_ UND DIE WELT _ aggi capit ??? SIE FREMNDE MENSCH ?????

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    • pinux3

      06 Ottobre 2016 - 23:11

      Certo che tu devi essere imbecille forte...

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