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Campagna al veleno

Renzi: "Il referendum si vince a destra". Mezzo Pd in rivolta: "Cosa c'è dietro la frase del premier"

Renzi: "Il referendum si vince a destra". Mezzo Pd in rivolta: "Cosa c'è dietro la frase del premier"

A poche ore dall'inizio della campagna referendaria Basta un Sì, il premier Matteo Renzi getta la maschera e scatena la bagarre: "Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum - spiega al Foglio -. La sinistra, ormai, è in larghissima parte con noi". Secondo il premier-segretario infatti "l'elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Sì e sono certo che alla fine andrà così".

Parole che fanno saltare sulla sedia la minoranza del Pd, in primis e, ovviamente, le opposizioni. Primo ad alzare la voce, Gianni Cuperlo: "Il referendum si vince a destra non è una bella frase detta dal segretario del Pd, e non è una bella frase detta dal presidente del Consiglio, perché il referendum riguarda quasi un terzo della Carta costituzionale, e io ho sempre pensato che noi dovessimo cercare, sia nella fase in cui la riforma è stata costruita, scritta, votata, che nella fase in cui il popolo italiano si pronuncerà, di tenere assieme questo Paese". Secondo l'esponente della minoranza Dem "l'idea di mettere sul piatto della bilancia i voti della destra, magari con delle aperture come quella sul Ponte, in contrapposizione ai veti della sinistra" rischia di far svegliare le istituzioni il giorno dopo il Referendum "non più solide ma più fragili, con un Paese più diviso. E anche con una sinistra più divisa".

Quasi ironico, ma comunque tagliente, Roberto Speranza: "Renzi dice che il Referendum si vince a destra. Io incontro tante persone di sinistra che non sono convinte e vogliono votare no. Non vorrei che il giorno dopo il referendum, avendo puntato sugli elettori di destra, ci ritrovassimo tutti iscritti al partito della Nazione e il Pd svuotato di idee ed elettori". Insomma l'uscita di Renzi non piace all'interno del Partito democratico e tanto meno alla sinistra al di fuori del Nazareno. Anche il bersaniano di ferro Mighel Gotor è di questo avviso: "Un tempo per vincere sembrava che bastasse sfondare al centro, ma a sentire le parole di Renzi di oggi, evidentemente, questo non basta più e ora ci sarebbe bisogno anche dei voti della destra. Il premier parte dall'assunto che i voti a sinistra ci siano noncurante dell'impegno dell'Anpi e della Cgil nel fronte del no e del dato di fatto che centinaia di migliaia di iscritti ed elettori del Pd voteranno No, tanto più dopo le sue affermazioni di oggi. Confermano il sospetto che il fronte del Si e i relativi comitati che si stanno formando al di fuori dei circoli del Pd costituiscano la futura architrave di un nuovo schieramento che punta a trasformare il Pd in un Partito della nazione neo-centrista,
che ammaina le bandiere e i valori dell'Ulivo e della sinistra".

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Commenti all'articolo

  • antipifferaio

    30 Settembre 2016 - 10:10

    E' inutile insistere sulla Costituzione...è solo un alibi! Questo è solo un referendum sul governo...punto! Il voto ormai è fortemente politicizzato e la cosa assurda è che l'ha voluto proprio lui... Semmai sul fatto che tentano la mossa disperata dell'inciucio eterno è la dimostrazione che i partiti siano arrivati davvero al capolinea e cercano fondersi in un unico pastone nauseante...vedremo.

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  • nick2

    30 Settembre 2016 - 08:08

    Premesso che non sono renziano e che, ad oggi, sono orientato verso il NO, vedo nulla di strano nella dichiarazione di Renzi, perché ė giusto che una riforma costituzionale venga condivisa da cittadini di tutti gli orientamenti politici. Naturalmente Renzi non si rivolge ai banana fascioleghisti, "c'hanno perduto il ben de l'ntelletto", ma a chi ė in grado di valutare i pro e i contro...

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