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La direzione Dem

Parte la resa dei conti dentro al Pd. L'imboscata al big della minoranza

Parte la resa dei conti dentro al Pd. L'imboscata al big della minoranza

La parola che rimbalza tra un capannello e l'altro durante la direzione del Pd oggi a largo del Nazareno è "scissione". Serpeggia sottovoce tra i militanti riuniti dal segretario Matteo Renzi, soprattutto dopo che sono usciti allo scoperto i primi big della minoranza interna, primi fra tutto Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza, che hanno annunciato il voto contrario al referendum costituzionale del 4 dicembre.

È un clima da resa dei conti che promette di infiammare i rapporti interni anche nei prossimi giorni. Poco potranno fare i pompieri come Piero Fassino che ai giornalisti assiepati fuori dalla sede del Pd ha provato a calmare le acque: "Ho sostenuto e sostengo che la forza di un partito sta nella sua unità e non penso che atti di separazione o scissione siano utili e penso che non abbiano il consenso nel Paese".

Meno pacifico era stato già ieri Renzi quando, davanti alle posizioni ostili della sinistra Dem, aveva detto: "È un anno e mezzo che mi danno contro". Dal palco oggi non è stato più morbido: "L'impegno con gli iscritti è più importante del mal di pancia di presunti leader. Noi abbiamo scelto la democrazia interna e non i caminetti del Pd, o presunti tale".

Lo scontro ai vertici del Pd si riflette anche tra i militanti, come ha capito sulla propria pelle Speranza. Al suo arrivo davanti alla sede del partito in via Sant'Andrea delle Fratte, due anziani militanti lo hanno accolto al grido di "vergogna, vergogna". I due, riporta repubblica.it, protestavano perché: "Renzi sta cercando di cambiare qualche cosa e qualcuno nel partito lo ostacola. La democrazia è che decide la maggioranza - hanno sentenziato i due democratici - e non la minoranza, come Bersani, Speranza e D'Alema".

La spaccatura interna al Pd comunque potrebbe rinsaldarsi poco dopo il voto. È stato lo stesso Renzi a tendere la mano alla minoranza, proponendo la formazione di una delegazione del Pd che si confronti con tutti gli altri partiti su una riforma dell'Italicum. Per Renzi rimane: "surreale che si discuta" su un modello elettorale "ma penso che sia giusto parlarsi con grande chiarezza e trasparenza". Quindi ha proposto una: "delegazione formata dal vicesegretario del Pd come coordinatore, i capigruppo, il presidente, più un esponente della minoranza: siamo totalmente disponibili a lavorare. Chiedo solo che la delegazione senta tutti i partiti, anche i 5 stelle"

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Commenti all'articolo

  • encol

    11 Ottobre 2016 - 07:07

    Tutta scena per il popolo bue. Le poltrone sono sacre e dorate si mollano solo prima della bara.

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  • JamesCook

    10 Ottobre 2016 - 23:11

    Continuate a bannarmi non riesco a capire il perchè........ non parlo di merda, di cazzi, di tette,di coglioni....... ho solo scritto Attenzione il SI avanza...... se il 50% degli indecisi votasse Si, Voi Giornalisti di Libero sarete licenziati dal vostro datore di lavoro....... ho detto qualche cosa di sbagliato? Anche Hittler era giunto quasi a Mosca..... poi sappiamo tutti come è finita.....

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  • ernesto1943

    10 Ottobre 2016 - 22:10

    ci vorrebbe un atto di coraggio della minoranza p.d e prendere il toro per le corna.

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  • giacomolovecch1

    10 Ottobre 2016 - 20:08

    ...non illudiamoci il parassita Renzi.....resisterà...e continuerà a romperci le palle !

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