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Polveriera azzurra

Forza Italia, Giovanni Toti punge Stefano Parisi: "Il leader è Silvio Berlusconi"

Giovanni Toti

La parentesi americana si è conclusa ieri notte. Dalle prossime ore il Cavaliere riprenderà in mano i tre dossier più scottanti che lo attendevano da settimane sulla scrivania: vertice coi leader di Lega e Fdi, assemblea nazionale di Forza Italia e, non ultimo, la campagna referendaria per il “no”. Ieri pomeriggio Silvio Berlusconi ha avvertito gli "intimi" del suo staff che avrebbe lasciato di lì a poco New York e che sarebbe tornato a “casa”. Ancora non è fissato il faccia a faccia col leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ma dentro Forza Italia danno l’appuntamento per “imminente”.

Il segretario del Carroccio avrebbe fretta di concordare un “calendario” di iniziative comuni con l'ex premier in vista del referendum confermativo per le riforme costituzionali.

Berlusconi nei 12 giorni trascorsi negli Stati Uniti ha sentito poche persone per telefono, ma ha rivelato a tutti loro che «il “no” vincerà», che «sarà un voto contro il premier e lui non potrà che trarne le conseguenze». Proprio perchè l'ex presidente del consiglio si aspetta una accelerazione dei tempi l’occasione fornita dal 4 dicembre è preziosa per rimettere in piedi una coalizione «credibile», «coesa», capace di «affrontare e vincere».

In campo per la leadership, oltre a Salvini e la leader di Fdi Giorgia Meloni, oggi c'è solo Stefano Parisi. L’ex candidato sindaco sta per iniziare un tour di comizi in giro per l'Italia e, mano a mano, sta cercando di riallacciare i rapporti con la Forza Italia “classica”, anche se ieri ha pronunciato alcune parole dure contro le prime file azzurre. «Berlusconi è stata la persona più sotto attacco in in Europa, ma il centrodestra non ha avuto un gruppo dirigente all’altezza: si vince, forse, facendo tutti un passo indietro», ha sostenuto nel corso di una iniziativa. La richiesta di tabula rasa non è stata molto apprezzata da alcuni azzurri, come Maurizio Gasparri, che gli chiede «più rispetto». Critico era stato anche Altero Matteoli. Parisi, che pure era stato accolto male dal Carroccio, sostiene che «Salvini ha saputo rinnovare il suo partito», Fi è rimasta ferma. «La leadership? È nelle mani di Berlusconi», ha tagliato corto il governatore della Liguria Giovanni Toti.

Del partito che il Cavaliere ha fondato nel '94 e del suo futuro si parlerà il 19 novembre all’assemblea nazionale che sarà riconvocata dopo anni . Prima ancora l’ex premier farà interventi video, interviste e, forse, sarà in diretta tv. «La nostra riforma era seria, scritta bene, questa no», rivendica l’ex premier, citando il progetto del Pdl fermato proprio al referendum. (P.E.R.)

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    13 Ottobre 2016 - 21:09

    <<....ma ha rivelato a tutti loro che «il “no” vincerà»,..>> Il mago Otelma ha finalmente un valido concorrente, il Mago Puttaniere!!!! Ora ci troviamo di fronte a un serio dilemma: B. ci è o ci fa?!?!?! Bananas.......

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  • ernesto1943

    13 Ottobre 2016 - 12:12

    domanda se possibile una risposta.secondo Berlusconi questa riforma è invotabile,ed è schierato per il no come mai non esce una parola favorevole in tale direzione dalle sue televisioni?

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  • wilegio

    wilegio

    13 Ottobre 2016 - 10:10

    E' proprio quello il guaio, caro Toti! Berlusconi non ha più preso (e mantenuto) una decisione da novembre 2011, quindi dubito che lo faccia oggi. In realtà, lui sta ancora seriamente pensando a un nazareno-bis e la scelta di parisi, oltre alle parole di confalonieri, stanno lì a dimostrarlo.

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  • moisec

    13 Ottobre 2016 - 09:09

    "La parentesi americana", "per telefono rivela( come otelma) che il no vincerà"..... Ma non era andato per curarsi e anzi, secondo libero, in aereo ha rischiato di morire?

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