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A gamba tesa nel dibatti

Così il fratello di Prodi annienta Renzi. Asfaltato, che cosa ha deciso di fare

Così il fratello di Prodi annienta Renzi. Asfaltato, che cosa ha deciso di fare

"Questa riforma è scritta molto male ed è praticamente incomprensibile" attacca Paolo Prodi, storico, fratello dell'ex presidente del Consiglio, Romano, in una intervista al Corriere della Sera. Invece, spiega, una legge di revisione della Costituzione "dovrebbe avere un carattere di chiarezza tale da poter essere spiegata in poche battute agli alunni di elementari e medie". Per questo, annuncia, voterà No al referendum, un no che "muove anche da un giudizio estetico sui testi".

"Il bicameralismo paritario andrebbe riequilibrato ma non in questo modo incomprensibile", spiega, "non con questi senatori senza indennità, ma con l'immunità parlamentare, pescati nei consigli regionali e tra i sindaci che faranno il doppio lavoro. Sarebbe bastato mettere mano ai regolamenti parlamentari per ottenere risultati concreti sul fronte del bicameralismo".

"Ha ragione l'ex presidente della Corte costituzionale Onida che con i suoi ricorsi ha denunciato l’eterogeneità del quesito" perché il testo della legge "è inspiegabile". Inoltre, la riforma non affronta alcune questioni come le Regioni a statuto speciale e "la mancata attuazione di alcuni punti fondamentali della Costituzione vigente. Mi riferisco all'articolo 49 sulla democrazia interna e sulla trasparenza dei bilanci dei partiti e all'articolo 39 sui sindacati".

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