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Retroscena clamoroso

Manovra, l'ira di Bruxelles su Renzi: "Traditi sul deficit, Italia rischia l'infrazione"

Manovra, l'ira di Bruxelles su Renzi: "Traditi sul deficit, Italia rischia l'infrazione"

Una manovra di mance elettorali che costerà carissima all'Italia. La scelta di Matteo Renzi e del suo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan di far salire il bilancio a 27 miliardi con un deficit al 2,3% ha provocato la reazione furiosa dell'Unione europea. Tradotto: la mossa a sorpresa di Palazzo Chigi rischia di far scattare la temutissima procedura di infrazione a Bruxelles.

È un retroscena di Repubblica a rivelare lo sbigottimento dei funzionari europei. "Se Renzi non abbassa il deficit entro 15 giorni la manovra verrà respinta e l'Italia finirà subito in procedura per debito e deficit", filtra dalla Commissione guidata da Jean-Claude Juncker. La scommessa del premier è quella di riuscire a trattare sui decimi di punto con gli euro-burocrati, convinto che a cose fatte nessuno oserà dire no all'Italia. Ma stavolta, giurano, ha sbagliato i conti, in tutti i sensi.

Pià volte negli ultimi mesi i vertici dell'Ue hanno avvertito Renzi: basta flessibilità, già concessa nel biennio 2015-16 sotto forma di 19 miliardi, con la promessa di risanare i conti e portare il rapporto deficit-Pil dal 2,4% attuale all'1,4 per cento. Ma senza tagli strutturali, una vera ripresa, incentivi allo sviluppo sostanziosi e una reale spending review, l'obiettivo è impossibile. Renzi ha messo sul piatto le "spese straordinarie" dovute a migranti e sisma, un pacchetto da 1,6 miliardi come quantificato dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. "L'accordo raggiunto tra Juncker, Schulz, Moscovici e Renzi era al 2,2%. Una concessione già generosamente oltre le regole nonostante l'impegno preso per iscritto da Padoan a maggio e possibile solo grazie all'impegno di Juncker e Schulz, visto che Moscovici non sarebbe andato oltre il 2,1%. Ma ora è troppo, non ci sono margini", fanno sapere secondo Repubblica da Bruxelles. Una vera e propria bomba sul futuro del governo. La Commissione sarebbe pronta anche a togliere la flessibilità concessa per il 2015-2016 e senza quei 19 miliardi già utilizzati, l'Itali andrebbe verso un disastro finanziario.

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Commenti all'articolo

  • garlev

    17 Ottobre 2016 - 10:10

    la manovra Monti e la rif. fornero, con tutti i tagli portati a spese nostre per avviare il paese a crescere sono state annullate da questo mongoloide con manovre, decreti e leggi atte a mance e regalie portando l'italia a ad un rapporto debito\pil vicino al 140%, i prossimi a governare si troveranno le patate bollenti e tra queste le clausole di salvaguardia dell'aumento IVA, grazie renzi!!!!!!

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  • arwen

    17 Ottobre 2016 - 09:09

    Bruno OSTI, sei il porto franco dell'ipocrisia di sx. Non è la sola incapacità del Berlusca ad aver catapultato il paese nel baratro, ma anche quella della sx che, in svariate occasioni ha governato il paese. La cosa più risibile delle tue affermazioni, è che tu, mentre governa il PD con un leader che è la copia di B, scegli di chiudere gli occhi, come lo struzzo, per abbandonarti all'ideologia.

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  • rendagio

    16 Ottobre 2016 - 18:06

    dai comunisti di ieri, di oggi e di domani , non è cambiato nulla vivono ancora al credo di STALIN

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  • antipifferaio

    16 Ottobre 2016 - 17:05

    Votiamo in massa NO e ce lo togliamo dalle pa..e...è un emerito incapace e se n'è accorto persino Berlusconi che andando avanti di questo passo consegnarà l'Italia nelle grinfie di Grillo e soci...e poi si che siamo davvero finiti!!!

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    • bruno osti

      16 Ottobre 2016 - 18:06

      l'incapacità di Berlusconi e l'inconsistenza della destra (sempre per sua incapacità: è precipitato dal 30% al 12%) sta rischiando di dare il governo a Grillo: il PD, bene o male, ha tenuto i suoi voti e contrasta Grillo. Poi, votate in massa NO e, secondo te, cosa accadrà, andando a votare? Risorgerà l'araba fenice?

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      • lallo1045

        16 Ottobre 2016 - 18:06

        Non lasceremo lItalia, le sue aziende d'eccellenza, le sue Banche, le Comunicazioni, l'arsenale militare, etc. nelle mani delle MULTINAZIONALI CHE CI SPENNERANNO E NON CI CONSEGNEREMO MANI E PIEDI ALLA MASSONERIA.

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