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Boschi-Carfagna, duello sul palco: sfida sul referendum, Di Maio scappa

Carfagna e Boschi

Mica il “No” era un “No” alle riforme tout court, ha esordito. «È che queste riforme sono un pasticcio, non risolvono i problemi che ha il Paese, consentono risparmi minimi al Senato che resta aperto, ma aumentano le disparità, tolgono autonomia a Regioni che funzionano come la Lombardia, non toccano quelle a Statuto speciale, che sono incredibili centri di spesa». Per avere un faccia a faccia come si deve tra l’ex ministro per le Pari Opportunità e il suo successore - che preferisce farsi chiamare al femminile e oggi è più nota per la delega alle Riforme - ci volevano i Giovani Industriali, il 31esimo convengo di Capri. La prima a rispondere alle domande di Enrico Mentana è stata Mara Carfagna, uno dei “volti” che il centrodestra sta spendendo di più nella campagna referendaria.

Camicia bianca, jeans e scarpa senza tacco ha sfidato nella tarda mattinata una platea piuttosto difficile, dal momento che il presidente dell’associazione, Marco Gay, era fresco di endorsement al “Sì”. «Entrando qui ho visto un uomo che scappava a gambe levate: era per caso Luigi Di Maio?», ha scherzato, alludendo alla sedia vuota lasciata dal quasi-leader del M5s, che ha preferito non presentarsi all’appuntamento. «Paura di noi?», ha scherzato. La forzista ha parlato del merito, certo, ma anche del metodo: «Spaccano il Paese per trovare col referendum quella legittimazione popolare che il premier non ha avuto nelle urne, essendo entrato a Palazzo Chigi per la porta di servizio», ha aggiunto la forzista. Nessuna battuta personale, nessun riferimento al loro essere donne e - in tempi diversi, forse - bersagliate dalla stampa, stalkizzate dai paparazzi.

«Maria Elena Boschi? Le auguro buon lavoro, continui con la correzione di rotta, tardiva ma sicuramente giusta», ha chiuso l’ex ministro berlusconiano. La renziana si è presentata sul palco subito con un -ben più evidente - vestito da sera scuro. Voilant sulla scollatura e l’immancabile tacco alto, la deputata diventata “famosa” alla Leopolda, ha giocato di rimessa: «Come ha riconosciuto l’onorevole Carfagna, Fi in Parlamento aveva votato la riforma, compreso la parte sul Senato». Su questa ha insistito Boschi, impegnata in un tour de force di comizi. «A palazzo Madama ci saranno sindaci e consiglieri eletti dai cittadini», ha sottolineato. Quindi l’assicurazione sulla vita dell’esecutivo, in linea con quanto va dicendo il premier: «Il referendum è sulle riforme, sui prossimi 30 anni, non vuole essere un plebiscito. Il voto sul governo sarà alle Politiche, nel 2018», ha aggiunto Boschi, prima di salutare tutti e ripartire. (R.P.)

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Commenti all'articolo

  • placidoolivieri

    24 Ottobre 2016 - 12:12

    Il narciso di maio sa fare soltanto soliloqui. Il confronto lo terrorizza e fugge.

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  • ernesto1943

    23 Ottobre 2016 - 14:02

    la Boschi bella sicura sorridente tacchi 12 il simbolo della sinistra rampante ma con un difetto che si nasconde. ha distrutto la vita, complice il fighetto di rignano a migliaia risparmiatori rubandogli i sacrifici di una vita con la banca etruria.siatene orgogliosi.

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