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Renzi contro De Mita da Mentana, nervi tesi. Fuorionda bestiale: "Matteo è un..."

Renzi contro De Mita da Mentana, nervi tesi. Fuorionda bestiale: "Matteo è un..."

A La7 da Enrico Mentana più che un dibattito sul referendum va in onda il processo alla Prima Repubblica. Dopo Zagrebelsky, Matteo Renzi sfida un altro "vecchio saggio" del fronte del No, Ciriaco De Mita. Vicini per le origini democristiane, lontanissimi per età, garbo e prospettive. Per la verità, l'ex premier sfodera gli artigli anche in diretta, non rinunciando a battute sarcastiche. Ma è fuorionda che, stando a quanto riporta il Corriere della Sera, concede il meglio: "Puoi anche essere un talento del pallone, ma se non sai dov'è la porta...". E poi, più duro: "Renzi ha la stazza di un consigliere comunale, è superbo e non ha argomenti".

In onda, Renzi ha fatto di tutto per evidenziare quanto De Mita appartenga al passato della politica. Ciriaco gli dà del "tu", Matteo del "lei" e lo chiama "presidente", rinfacciandogli le colpe del presente. Per l'ex big Dc la riforma è "frettolosa, poco ragionata. Scritta male, in modo incomprensibile. Se fossi giurista avrei grossa difficoltà a leggerla". Ribatte il segretario Pd: "È una riforma attesa nel dibattito politico, e pochi lo possono sapere come De Mita, da decenni. Non solo nel periodo dopo la Costituente. Ma nelle riforme costituzionali che si sono succedute. Peraltro in tutti e tre i tentativi è stato presente Ciriaco De Mita".

La discussione troppe volte si allontana dall'oggi, e probabilmente è quello che voleva Renzi. "I Primi anni l'esperienza degasperiana è stata straordinaria". Addirittura si parla della riforma agraria. "Approvata in due mesi, perché la maggioranza era una coalizione. In quel periodo sono state fatte riforme notevoli". Renzi lo riporta alla riforma ma solo per condannare l'operato di 30 anni fa: "Tutte e tre le volte voi avete detto che bisogna superare il bicameralismo. Ora che si fa dove voi avete fallito per tre volte, per quale motivo siete contro?. Poi se vuole possiamo discutere di storia, del debito aumentato in quegli anni. Ma qui si parla del futuro". Vola anche una parolina, "cicale", che non piace a De Mita: "Fino agli anni '80 il Paese è cresciuto". Anche stavolta, come contro il professor Zagrebelsky, il verdetto è ambiguo: sui contenuti si può discutere, ma sull'impatto mediatico il fronte del No forse ha fatto un altro autogol. E quando De Mita s'infervora ("Io mica sono del Pd dove parla solo lui" e "Volgarità, non hai dignità politica") si capisce che il volpone Renzi una battaglia l'ha vinta: quella dei nervi.

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Commenti all'articolo

  • cane sciolto

    01 Novembre 2016 - 00:12

    Avendo visto parecchi commenti di Renzi sul voto del si io dico che voterò per il ( NO ) avendo visto gli sguinzagliamenti dei ministri a Teramo come alfano, poi la Boschi a Mosciano Sant'Angelo, e dulcis in fundo a Giulianova la Pinotti pare che c'erano le manovre del patto atlantico, tra scorte, auto, benzina, straordinari per la scorta annessi e connessi, solo per dire votate si, io VOTERO' NO!

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  • direttoreemilio

    31 Ottobre 2016 - 15:03

    quelli che votano no sono i parassiti italioti di qualunque colore, e associazioni a delinquere che non vogliono perdere i loro vitalizi, benefici alla faccia dei contribuenti, e finanziamenti pubblici. Le mafie tutte, sono i primi a dire no , perché se vogliamo o con immunitá o senza i futuri senatori non saranno peggiori di quelli di oggi. Un Verdini ha giá l´immunitá, Matteo ne salverá altri,

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  • fausta73

    29 Ottobre 2016 - 12:12

    cioè volevo dire che De Mita non comprende

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  • fausta73

    29 Ottobre 2016 - 11:11

    Se i motivi del no sono: riforma frettolosa e incomprensibile mi pare che chi legge non capisce.

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