Cerca

Editoriale

Vittorio Feltri: "Marina Berlusconi non è la leader del centrodestra"

Caro Luigi Bisignani, condivido la tua diagnosi sullo stato di (cattiva) salute di Forza Italia che in pochi anni è decaduta fino a diventare un partito minore e dall'incerto avvenire.
Sappiamo tutti cosa è successo: Berlusconi, il fondatore e il leader indiscusso per lustri, è stato attaccato con ogni mezzo e da tutte le parti e ha dovuto mollare la presa del potere. Ha tenuto botta a lungo ai suoi avversari, non solo politici, e all' improvviso ha ceduto di schianto. Nessuno al suo posto avrebbe saputo resistere.
Quindi è inutile muovergli dei rimproveri, che comunque sarebbero tardivi. Possiamo solo dire che nello sfascio della propria reputazione e del partito, ci ha messo del suo, offrendo il fianco ai detrattori con comportamenti poco ortodossi sul piano dello stile. Ma non serve rammentare gli episodi che maggiormente hanno inciso nel declino della sua leadership.
Il problema ora è quello di trovare una persona degna di sostituire Silvio al vertice.
Una persona dotata di carisma e di capacità organizzative che non faccia troppo rimpiangere l' uomo che negli anni Novanta riuscì miracolosamente a battere la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, che pareva destinato a conquistare in carrozza Palazzo Chigi. Non è facile trovarlo, simile individuo. Temo che non esista. Perché al di là degli enormi difetti che è impossibile non attribuirgli, Berlusconi è stato un grande, un capo inimitabile e indimenticabile. Peccato che lo abbiano, e si sia, distrutto in un modo che ancora oggi grida vendetta.
Poiché egli, nonostante ciò che si dica, non è ancora bollito, ci si aspetta da lui una geniale soluzione al problema della successione. Una idea l'aveva avuta. Incaricare Stefano Parisi, il rivale di Sala nella corsa a Palazzo Marino, di prendere in mano le redini di Forza Italia (i rimasugli) e di riportarla agli antichi splendori. Operazione complessa?
Indubbiamente. Eppure a un certo punto sembrava realizzabile. E invece ci siamo accorti tutti che il "quasi sindaco" di Milano si è trovato di fronte a una impresa più grande di lui. La maggior parte degli Azzurri non lo ha seguito sulla strada del rinnovamento. Colpa loro o colpa sua? Non importa stabilirlo.
Occorre semmai procedere in fretta alla identificazione di un soggetto idoneo a dirigere l' orchestra, senza perdere altro tempo, perché a dicembre si svolgerà il referendum, dopo di che si tratterà di fare scelte decisive in base al risultato della consultazione.
Tu, caro Luigi, insisti nel dire che il partito abbisogna di una guida femminile. Penso anche io che sarebbe opportuno scegliere una donna, ma non una qualunque, non basta una gonna a fare il leader. Sotto il vestito è necessario ci sia una personalità forte, una stratega che conosca le insidie del gioco politico e non caschi nella prima trappola. Non mancano in Forza Italia signore senza timidezze e pronte alla battaglia, ma non ce n'è una, tranne forse Anna Maria Bernini, all' altezza di competere con i marpioni della sinistra e dintorni.

In caso di elezioni (chissà quando) si potrebbe, come tu suggerisci, giocare la carta Marina, la figlia di Berlusconi, che dalla sua ha il cognome pesante e tale da poter catturare molti consensi. Ma una volta accumulati i voti, è necessario gestirli, e in questa attività ella non offre garanzie di sufficiente abilità, essendo una esordiente nel ramo. Quindi?
Mettere al suo fianco un dirigente navigato nei panni di aiutante di campo? Si può tutto, volendo, ma qualche nome conviene farlo, altrimenti si corre il rischio di andare allo sbaraglio. Cioè di peggiorare le cose. Speriamo che Silvio sia illuminato dall' alto, visto che dal basso fino adesso gli sono giunte solo fregature.

Vittorio Feltri

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • cldfdr

    31 Ottobre 2016 - 14:02

    Non credo che una donna in gamba come Marina Berlusconi scenda in basso a far politica, son bastate le squinzie di FI ed il povero Cavaliere a far finire il PDL! La coerenza non va d'accordo con la paura, prima a implorare la grazia presidenziale, poi pronto alle grandi intese...... resta sempre "il gran bugiardo" descritto da Feltri!

    Report

    Rispondi

blog