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Bruno Vespa e l'indiscrezione su Berlusconi e Salvini: "Perché sono divisi"

Bruno Vespa e l'indiscrezione su Berlusconi e Salvini: "Perché sono divisi"

Il leader della coalizione, prossimo candidato premier del centrodestra? «È il partito più forte ad aver diritto di scegliere». Silvio Berlusconi prova a prendere ancora tempo. Di fronte alle domande di Bruno Vespa e ai tentativi di Matteo Salvini di conquistarsi il «posto al sole», il Cavaliere dimostra di credere ancora nella ripresa del suo partito. «In questo momento la Lega e Forza Italia nei sondaggi sono praticamente sullo stesso piano, ma le posizioni saranno determinate al momento delle elezioni», rivela all' ideatore di Porta a Porta, che lo ha intervistato per il suo nuovo libro, C'eravamo tanto amati. Amore e politica. Miti e riti. Una storia del costume italiano. A domande simili, però, il segretario della Lega Nord, ha dato risposte piuttosto diverse.

L'europarlamentare sembra attendersi una scissione dentro al partito dell'ex premier, pone qualche condizione, e, soprattutto, sembra bocciare senza possibilità di appello Stefano Parisi, ultima carta gettata sul tavolo proprio dal fondatore di Fininvest.

«Penso che dopo il referendum ci saranno due anime diverse. Con Giovanni Toti, per esempio, stiamo ragionando su un percorso comune. Aspettiamo la legge elettorale», ha risposto il segretario del Carroccio all' ex direttore del Tg1, che ha il libro in uscita il 4 novembre. Salvini cita direttamente il governatore della Liguria, ma parla anche di «alcuni parlamentari e sindaci di Fi coi quali la convergenza può avvenire domani mattina, come Raffaele Fitto e Giorgia Meloni».

L'altra condizione della Lega per ricostruire una coalizione «come si deve» è piuttosto difficile da realizzare: «Il fattore determinante per l' alleanza - che si voti nel 2017 o nel 2018 - sarà la collocazione nell' Unione europea. Se Fi sarà ancora alleata di Angela Merkel e di altri nel Partito popolare europeo... l'alleanza sarà impossibile», taglia corto Salvini. Non è finita.

L'uomo che ha rivitalizzato il Carroccio non riesce a costruire un rapporto con Parisi e continua a considerare l'ex manager «irricevibile»: «Se la novità è lui, non è la nostra tazza di the...», dice. Nonostante queste dichiarazioni, il Cavaliere tenta ancora una volta di minimizzare. La Lega si smarca, il segretario del partito che fu fondato da Umberto Bossi gioca una sua partita personale per la leadership? «Non credo proprio. Nell' ultimo incontro ci siamo salutati dandoci il "cinque" come fanno i ragazzi e Salvini mi ha detto: "Insieme vinciamo"».

Su una cosa almeno i due sono perfettamente d'accordo e lo spiegano in stereofonia al giornalista: «Serve la flat tax, una diminuzione delle tasse». Il leghista parla di una aliquota unica al 15%, l' ex premier resta più sul vago. Sull'euro, invece, le ricette non sono ancora le stesse. Se il Cavaliere suggerisce di «rendere l'euro competitivo» e «affiancarlo a una moneta nazionale aggiuntiva», il leghista torna a chiedere una «uscita controllata e coordinata dell' euro».

di Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • am13365

    01 Novembre 2016 - 14:02

    Sono e sarò leghista fino alla fine appoggiando Matteo sempre. Credo però che non saranno molti, soprattutto del centro dx attuale, quelli disposti a sostenere Salvini leader di una coalizione anti pd.

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  • wilegio

    wilegio

    01 Novembre 2016 - 12:12

    I sondaggisti cono completamente fuori, e le ultime elezioni lo dimostrano. F.I. e Lega non sono affatto pari, ma molto distanti fra loro, a tutto vantaggio della Lega. Qui nel mio comune, in Romagna e non nel Bresciano, la Lega al 20% e F.I. al 4% fate voi...

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  • wilegio

    wilegio

    01 Novembre 2016 - 12:12

    La doppia moneta è pura utopia, e lo sa benissimo anche lui. Parisi ha fallito ed è ormai al capolinea: troppo morbido nella opposizione, di fatto inesistente, contro il pd. A questo punto un elettore si chiede legittimamente: perché dovrei votare per l'alleato del pd? Tanto vale votare per il partito principale, che mi può offrire molto di più.

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  • samuel80

    31 Ottobre 2016 - 14:02

    Chi tentenna è perduto. Meglio Salvini, più deciso e diretto nel bene e nel male.

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