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Rispunta il Nazareno

Il rinvio è possibile. "Cav e Renzi stanno trattando": qual è la richiesta (vera) di Silvio

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

Renzi e Berlusconi

La trattativa per il rinvio del referendum è ancora viva e vegeta. Nonostante Matteo Renzi a Radio24 ieri sia stato costretto a ribadire più volte che non c'è nessuna volontà di spostare la data del referendum del 4 dicembre, ci sarebbe in corso una trattativa sotterranea che poco ha a che fare con il terremoto. Da Pierluigi Castagnetti ad Angelino Alfano, chi ha sollevato l'ipotesi di spostare più avanti la scadenza elettorale lo ha fatto alla luce dei disagi che si potrebbero verificare nell'organizzare la tornata elettorale mentre decine di migliaia di italiani sono costretti a vivere nelle tende o comunque lontani dal proprio paese dopo l'ultimo terremoto in Centro Italia.

Dall'opposizione è scoppiata la rivolta per frenare lo slittamento della data del voto, riportando all'ordine le parti che, secondo un retroscena del Corriere della sera, da diversi giorni comunicavano con i propri emissari. Da un lato Matteo Renzi, dall'altro Silvio Berlusconi si sarebbero più volte scambiati messaggi sull'argomento, in una sorta di Nazareno ritrovato che potrebbe far partire una "rivoluzione politica".

La possibilità di spostare il voto in primavera permetterebbe al Parlamento di avere più tempo per discutere della legge elettorale, l'Italicum, in modo da trovare un accordo al momento lontano dal vedersi. Una mossa di apertura da parte di Renzi ai timori più volte sollevati da Berlusconi, quel famigerato "combinato disposto" tra legge elettorale e riforma costituzionale che porterebbe ad avere "l'uomo solo al comando" che ora non piace al Cav.

A spingere sul fronte berlusconiano ci sarebbe stato Gianni Letta, che avrebbe considerato la causa "saggia e intelligente", provando a sondare tra i fedelissimi renziani la disponibilità al dialogo anche in nome del clima di solidarietà nazionale, più volte invocato anche da altri pezzi di centrodestra. Tra questi l'ex ministro Roberto Calderoli che, come Angelino Alfano a Rtl, ha evocato il periodo del terremoto dell'Aquila. E che tra le due sponde non abbiano smesso di mandarsi messaggi lo direbbe anche una frase di Renzi, quando interpellato sul rinvio del voto aveva ribadito: "Noi non spostiamo la data", salvo poi aggiungere "anche perché nessuno ce l'ha chiesto".

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Commenti all'articolo

  • cane sciolto

    04 Novembre 2016 - 22:10

    Prima per Berlusconi: che non facesse lo stesso errore del patto del Nazzareno, premetto che non l'ho mai votato, e aggiungerei che se c'è puzza di bruciaticcio di stare attenti sia Salvini che La Meloni altrimenti i miei voti se li sognano, già mi ha dato fastidio di rifare entrare Schifani il traditore di partito, figuriamoci se fa questo inciucio! penso che sarebbe meglio ExxxxxxxE!!!

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  • bubu1959

    03 Novembre 2016 - 21:09

    Direttore Non so se sia vero tale retroscena ma se si dica da oarte nostra a Silvio che per lui è finita e si può tranquillamente ritirarsi a fare il nonno ....e che stia attento agli sputi che gli arriveranno a pioggi se solo mette fuori il naso

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  • adii1889

    03 Novembre 2016 - 18:06

    Stia attento Berlusconi a non fare caxxate, poiche si pone sopra la testa la lapide tombale definitiva, da politico, sono un suo elettore per intenderci.

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  • wilegio

    wilegio

    03 Novembre 2016 - 16:04

    Se Berlusconi fa questa, firma la sua fine politica e mette in mostra davanti a tutti cos'è veramente: il fedele servitore del cialtrone fiorentino. Questo sicuramente gli garantirà qualche mese di partecipazione al bottino, ma poi arriveranno le elezioni, e la resa dei conti per lui e il suo psendo-partito di voltagabbana sarà devastante.

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