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Gianfranco Rotondi, Meglio la Casta: "Gli onorevoli sono pagati troppo poco"

Gianfranco Rotondi

Gli stipendi dei parlamentari sono miseri, alla Camera si lavora troppo, i vitalizi sono sacrosanti e la politica è una professione.
Sono questi, in estrema sintesi, i capisaldi dell’interessante operazione-antipatia di Gianfranco Rotondi. L’ex ministro del governo Berlusconi, cui tutto si può imputare fuorché la mancanza di coraggio, ha scelto di sostenere una delle cause più impopolari di sempre e ne ha tratto un libro dal titolo volutamente provocatorio: Meglio la Casta, l’imbroglio dell’antipolitica (Koinè, pp 135, euro 14). L’obiettivo è chiaro: smantellare uno ad uno una serie di luoghi comuni che a suo dire stanno distruggendo la democrazia italiana, come se quella misera frazione del bilancio statale dedicata ai costi del Parlamento fosse l’unico problema del Paese.

Gli onorevoli passano più tempo nei salotti che al lavoro? Idiozie: sono pochi gli imprenditori che si mostrano volentieri in compagnia di politici, quasi quest’ultimi fossero appestati. E comunque il deputato non ha tanto tempo da perdere. «Come dichiara il deputato Pd Mino Taricco, coltivatore di kiwi e pere nel cuneese, fare il deputato è molto più faticoso che lavorare nei campi, se uno lo fa con serietà». E solo i medici della Camera conoscono «l’effetto dello stress e della scomoda posizione di immobilità sui duri scranni di legno tanto ambiti ma tutt’altro che confortevoli». Una tortura.

I parlamentari hanno stipendi faraonici? Ma neanche per idea. Rispetto a Francia, Germania e Inghilterra sono dei campioni di austerity, prendono anche la metà dei colleghi d’oltralpe. E c’è di più: sono tutti in bolletta. La filiale del Banco di Napoli di Montecitorio, spiega Rotondi, è presa d’assalto da parlamentari col cappello in mano, c’è chi chiede soldi per fare le vacanze e chi non riesce più a star dietro alle spese che ogni politico affronta: viaggi, ufficio, segreteria, affitto a Roma e auto con conducente. E rinunciare all’autista? «Errore madornale», spiega, «l’onorevole al volante è pericoloso. Negli archivi c’è una discreta casistica di omicidi stradali compiuti da deputati».

I vitalizi sono uno scandalo? Eresia. Per Rotondi si tratta solo di una «retribuzione differita tesa a risarcire il parlamentare del danno professionale ricevuto dall’esercizio dei mandati». Ci sono casi, spiega, di dirigenti d’azienda che dopo l’avventura romana non sono più riusciti a reinserirsi nel mercato del lavoro. Anche i deputati, a volte, piangono.

Il parlamentare è corruttibile? Difficile dirlo, ormai conta talmente poco che nessuno prova a tentarlo. «Oggi a Natale l’onorevole riceve solo qualche decina di mail precotte da enti e umanità varia». Le bustarelle, peraltro, «sono mitologia».

E le donne? Neanche quelle. «Chi mai accetterebbe la corte di un parlamentare? Tempo fa un giornale realizzò un’inchiesta sul marito ideale: l’onorevole era in fondo alla classifica battuto perfino dagli elettricisti». Almeno loro, ci spiega, alla sera «sanno rilassarsi».

La politica, infine, è assolutamente una professione. Basta guardare al passato. Nessuno avrebbe mai accusato De Gasperi o Nenni di essere dei parassiti.

Così come «nessuno avrebbe accusato un giudice di vivere grazie ai delitti dei delinquenti, o un medico di trarre lo stipendio dalle malattie del prossimo. (…) La politica era una professione considerata utile al pari e più delle altre».

L’analisi di Rotondi porta a una conclusione amara: potrebbe esserci un disegno preciso dietro ai fautori dell’antipolitica. «Le dittature si instaurano sempre allo stesso modo: prima viene messa in crisi la fiducia del popolo nei suoi rappresentanti, poi viene esasperata un’emergenza, infine viene proposta una più efficace rappresentanza».

Lo spettro dell’uomo forte. Perché in fin dei conti «se la mettiamo sul risparmio, la più efficace riduzione dei costi della politica fu effettuata da Mussolini abolendo il Parlamento».

di Lorenzo Mottola

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    06 Novembre 2016 - 11:11

    "Lavorano troppo". Poverino con il 50% di assenze è stressato, non vedete come è emaciato? Lo pagano poco e non arriva a fine mese.

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