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Intervista a Libero

Roberto Maroni: "Berlusconi mal consigliato. Padova? Un messaggio per Renzi"

Roberto Maroni: "Berlusconi mal consigliato. Padova? Un messaggio per Renzi"

«Premetto una cosa: ritengo l' alleanza con Forza Italia imprescindibile e a Berlusconi voglio e vorrò sempre bene. Non desidero rottamare nessuno, anche perché le persone non si rottamano. Però...».
Però, presidente Roberto Maroni? 
«Però credo che Silvio debba far prevalere l' aspetto politico rispetto a quello aziendale».
Fi fa cadere la giunta leghista di Padova, Parisi vi attacca e il Cav parla di proporzionale. Sono aperte le ostilità contro la Lega? 
«No, non ne vedrei la ragione. E metterebbe a rischio i governi regionali, per non parlare delle amministrative del 2017: sarebbe una scelta da kamikaze».
E quindi che spiegazione si dà? 
«Credo sia un messaggio a Renzi: "Siamo pronti a un accordo anche se vinceranno i No al referendum"».
Parisi è stato durissimo con la Lega, dicendo «noi non siamo quella roba lì». 
«Così chiude ogni tipo di rapporto tra noi e lui. Credo che alcune persone vicine a Berlusconi lo stiano convincendo a sostituire Verdini proprio con Parisi».
Addirittura. 
«Mah, Parisi è uscito con questo attacco contro la Lega proprio dopo la richiesta di condanna per Verdini. Poi l' apertura di Berlusconi a favore del proporzionale è clamorosa...».
Clamorosa e anche sorprendente? 
«Sorprendente direi di no, Berlusconi è circondato anche da una cerchia di collaboratori che sostengono le ragioni delle aziende di famiglia. E che quindi dicono a Silvio: "Non fare la guerra, perché se poi non vinci si vendicheranno". Poi, certo, ci sono anche altri collaboratori che dicono cose diverse».
Ovvero? 
«Sono quelli che fanno prevalere la politica: è quando Berlusconi dà retta a loro che parla degli ultimi tre premier non eletti o chiede di tornare al voto. Purtroppo Silvio è come un pendolo, va di qua e di là. Anche nel giro di pochi minuti. Basta guardare l' intervista al Corriere. Ha aperto al proporzionale ma ha parlato anche di "colpi di Stato"....».
Insomma, c' è un problema-Forza Italia? 
«C' è un problema di governance in Forza Italia. È rappresentata da Parisi che attacca la piazza di Firenze o da Toti che a Firenze è venuto?».
Lei cosa ne pensa? 
«Preferisco Toti, anche perché ha dimostrato di avere seguito. Tra gli azzurri ci sono due opposti: da una parte Brunetta, molto duro contro il governo, dall' altra Parisi. In mezzo c' è tutto il gruppo dirigente che sta a guardare, ma che in larga parte non è ostile alla Lega, come dimostra Toti».
Però a Padova Bitonci è caduto... 
«Credo siano prevalse ragioni più personali che politiche».
Manca meno di un mese al referendum. 
«Trump insegna: nulla è scontato».
Si sforzi di fare un pronostico. 
«Dico che se il No vince con largo margine, penso con più del 60%, anche Berlusconi sarà costretto a seguire la nostra linea e a chiedere le elezioni anticipate. Con una sconfitta pesante, Renzi non avrebbe alternative e ci potrebbero essere le Politiche a marzo. Dirò di più».
Dica. 
«Ho parlato con alcuni esponenti del Pd, che immaginavano che la vittoria di Trump potesse favorire il Sì. Invece non è così. A differenza dei mercati, gli elettori dicono: "Se persino gli Usa hanno voluto cambiare, allora sparigliamo anche noi"».
Quindi Salvini sarà candidato premier? 
«Toti chiede le primarie, vediamo».

di Matteo Pandini

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