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Terremoto Cinque Stelle in Sicilia

Il grosso guaio grillino delle firme false. La gola profonda spiffera tutto al pm

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Il grosso guaio grillino delle firme false. La gola profonda spiffera tutto al pm

Beppe Grillo non parla sulle firme false a Palermo, manda in tv Alessandro Di Battista, che dice: «Aspettiamo la magistratura, c' è un' inchiesta e speriamo sia rapida. Noi non faremo sconti a nessuno».

La linea ufficiale del Movimento Cinquestelle, il non-partito che grida in piazza «onestà-onestà» e ora deve fare i conti con un' inchiesta della procura palermitana per irregolarità nelle procedure elettorali del 2012, è quella della faida locale. «Noi siamo parte lesa», ripetono i pentastellati, ma è evidente che la vicenda sicula pesa come un macigno, soprattutto perché il sogno dei grillini è di scalzare Rosario Crocetta alla guida della Regione e riprovarci a Palermo dove il Movimento ha avuto un periodo d' oro e gode ancora di un nocciolo duro abbastanza forte. Un sogno che però rischia di rimanere tale, visto che stanno per arrivare una raffica di avvisi di garanzia (proprio quelli che i grillini criticano agli avversari) dopo la confessione della consigliera regionale Claudia La Rocca che si è presentata spontaneamente di fronte ai magistrati e ha raccontato com' è andata esattamente quella notte del 2012. Il gruppo dei parlamentari M5S di Palermo trema. Chi è stato eletto a Roma o chi è entrato a Palazzo delle Aquile, al grido «onestà, trasparenza, uno vale uno», e invece ha taciuto su quello che accadeva nell' autenticazione delle firme, secondo lo statuto grillino sarà espulso. In fin dei conti, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, è stato cacciato per molto meno e l' argomento pesa, anche tra i sostenitori M5S, divisi tra chi difende comunque il gruppo e chi, invece, chiede a Grillo e a Davide Casaleggio di punire i responsabili.

La Rocca, assistita dall' avvocato Valerio D' Antoni, ha fatto nomi e svelato dettagli. In particolare, come ha riportato La Stampa, la deputata dell' Ars ha puntato il dito contro la parlamentare Claudia Mannino e contro la candidata alle Comunarie Samantha Busalacchi. La Rocca ha detto ai pm di avere partecipato alla riproduzione di firme false per la presentazione della lista per la candidatura a sindaco di Palermo di Riccardo Nuti, oggi a Montecitorio. Non solo. La consigliera ha spiegato bene chi era con lei tre anni fa. Ora è sotto inchiesta, ma non è l' unica. I pm che indagano sulle firme false, l' aggiunto Bernardo Petralia e la sostituta Claudia Ferrari, procederanno con gli interrogatori, ascolteranno testimoni per cercare conferme alla versione della La Rocca e di Vincenzo Pintagro, il militante che ha scoperchiato il pentolone delle irregolarità alle Iene.
In procura, dunque, sono giorni di sfilate grilline. Oggi tocca al leader siciliano M5S Giancarlo Cancelleri, vicino a Luigi Di Maio, e al presidente della commissione Ambiente dell' Ars Giampiero Trizzino. Alcuni parlamentari sono stati sentiti dalla Digos, ma solo come persone informate sui fatti.

E per il Movimento, in Sicilia, c' è anche un altro problemino: il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, è stato condannato dal Tribunale del Lavoro di Palermo: non poteva sanzionare e ridurre lo stipendio a una dirigente che lo ha anche denunciato per mobbing. «Faremo ricorso», ha annunciato il sindaco grillino, ma i campioni della legalità per i giudici hanno compiuto «atti illegittimi».
E ora devono pure pagare.

Brunella Bolloli

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