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Duello fatale

Vincenzo De Luca: "Rosy Bindi infame da uccidere". Poi corregge il tiro: "La rispetto"

Vincenzo De Luca e Rosy Bindi

"Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l'1,5-2% dei voti. Atti di delinquenza politica. E non c'entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi". Così parlò Vincenzo De Luca, il governatore della Campania che con Rosy Bindi da tempo ha ingaggiato una violenta guerra. Un conflitto iniziato quando la presidente della commissione Antimafia lo inserì tra i cosiddetti "impresentabili" proprio alla vigilia del voto Regionale (per accuse dalle quali fu successivamente assolto). Una battaglia sulla quale l'ex sindaco di Salerno è tornato con toni incendiari. Lo ha fatto nel corso di un'intervista concessa a Matrix. Parole che hanno scatenato un vero e proprio putiferio. Parole alle quali, con un mezzo colpo di genio, De Luca ne ha aggiunte altre, in giornata. Una sorta di smentita: "Non c'era e non c'è alcun problema con l'onorevole Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione". Un colpo di teatro, appunto: dopo l'"infame, da ucciderla", smorza clamorosamente i toni, spiazzando un po' tutti.

Massacrato da critiche e richieste di scuse, il governatore ha anche aggiunto: "Ci ritroviamo di fronte all'ennesimo atto di delinquenza giornalistica. Chiarisco che nell'intervista che ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l'onorevole Bindi. Al termine della stessa intervista - ha aggiunto De Luca -, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull'onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo. Verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata. Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà. Per il resto, la vicenda grave di un anno fa è chiusa".

De Luca, dunque, punta il dito contro Nicola Porro, conduttore di Matrix, il quale non si fa attendere per una risposta: "Apprezziamo il presidente De Luca per la sua schiettezza e originalità. Conoscendo alla perfezione la televisione, il presidente sa che essa non nasconde nulla. Basta rivedere la puntata di Matrix sul nostro sito per verificare che l'intervista non é stata rubata, ma anzi concordata in ora e luogo. Ricordo al presidente De Luca che anche Mediaset, a quanto risulta, è dotata di uffici legali. Non ci offendiamo se parla di noi in termini di delinquenza giornalistica, siamo certi non lo pensi veramente. Cosí come siamo certi che non auguri la morte di nessuno, tantomeno dell'onorevole Bindi. Come ha ricordato Vittorio Sgarbi proprio a Matrix, De Luca è il nostro Trump di Salerno".

Come accennato, in tutto ciò, va segnalata anche la valanga di attacchi contro De Luca. Tra i tanti, si segnalano Michele Emiliano, presidente Pd della regione Puglia e fervente anti-renziano, il quale ha telefonato alla Bindi per esprimerle "amicizia e vicinanza". Dunque il presidente Pd, Matteo Orfini: "De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi". Ovviamente Laura Boldrini: "Piena solidarietà alla Bindi, parole inaccettabili". E ancora Pippo Civati, che ha definito quello del governatore "lessico criminale".

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    18 Novembre 2016 - 13:01

    Perché no?Magari facendo fuori tutta l'associazione a delinquere non eletta con in testa il Califfo cialtrone di Rignano.

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  • Leopard47

    18 Novembre 2016 - 09:09

    ha fatto bene basta solo vederla sprizza veleno e odio e sono in parlamento a fare leggi questi personaggi!!! buffona e viscida come i serpi.

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  • Satanasso

    18 Novembre 2016 - 08:08

    De Luca vero borbonico nemico dei politici italiani sfruttatori della Borbonia...ora e sempre morte all'italia e ai suoi cani come la binci & co.

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  • rossini1904

    18 Novembre 2016 - 08:08

    Dunque, secondo la logica di questo psicopatico, un uomo investito delle delicatissime funzioni di governatore di una regione non può dire che la Bindi è da uccidere in un'intervista pubblica ma questo pensiero criminale lo può tranquillamente esternare quando chiacchiera in privato con un giornalista. Roba da camicia di forza!

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