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Lo scandalo nel Movimento

Caos firme false. La reazione furiosa di Grillo: cosa devono fare i deputati

Caos firme false. La reazione furiosa di Grillo: cosa devono fare i deputati

È comparsa in un post scriptum sul blog beppegrillo.it la reazione alla notizia sull'indagine di Palermo a carico di almeno otto politici grillini. Per i vertici grillini devono essere gli stessi indagati a fare il primo passo: "Chiediamo a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti". La bufera però è appena scoppiata.

La sospensione sarà solo il primo passo. I vertici grillini sarebbero già pronti alle contromisure per tamponare lo scandalo. Come riporta l'agenzia AdnKronos, le espulsioni sono già in cantiere, ma solo in caso di rinvio a giudizio delle persone coinvolte sul caso delle firme false.

L'irritazione di Beppe Grillo e Davide Casaleggio era già alta ben prima dell'indiscrezione giornalistica di Repubblica. I due avrebbero imposto per il caso di Palermo la linea dura, non avendo neanche gradito l'atteggiamento di alcune delle persone coinvolte, a partire dai parlamentari. Questi infatti da tempo avrebbero interrotto ogni contatto con lo staff della comunicazione, da sempre anello di raccordo con i vertici. Casaleggio è in missione in Spagna, ma i contatti sulla rotta
Milano-Genova-Roma sono continui.

Un colloquio tra Beppe Grillo e la deputata Claudia Mannino ci sarebbe stato ben prima che la consigliera regionale Claudia La Rocca riferisse ai magistrati di aver contribuito a falsificare le firme nella lista per le Comunali di Palermo del 2012. Grillo avrebbe chiamato la Mannino, che si è sempre dichiarata estranea ai fatti, chiedendole di sospendersi dal Movimento, senza riuscire a convincerla.

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