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Lo scenario

Referendum, vittoria del No: il nome di Enrico Letta tra i papabili per Palazzo Chigi

Enrico Letta

A meno di due settimane dal voto al referendum, con il No dato in testa da ogni sondaggio, è ovvio che si pensi al futuro. Lo si fa nei bar, sui quotidiani e anche - e soprattutto - nei palazzi del potere. Già, perché in caso di sconfitta, le dimissioni di Matteo Renzi sarebbero quasi scontate, così come il premier ha lasciato intendere di non voler accettare un secondo mandato per un governicchio che possa mettere mano, su tutto, alla riforma elettorale. Dunque, in questo contesto, è un fiorire di ipotesi sui successori, ancora nominati, a Palazzo Chigi. Nomi con cui portare a compimento, o quasi, questa tribolata e ballerina legislatura.

Alcuni di queste figure sono note. Da mesi si vocifera su Carlo Calenda, ministero dello Sviluppo, e Pier Carlo Padoan, titolare dell'Economia: due nomi "buoni per tener buoni" i mercati, o almeno questa è la speranza. Dunque Pietro Grasso, soluzione istituzionale. Si raffreddano, invece, le piste che conducono a Dario Franceschini e Graziano Delrio, non interessati a guidare un governo che, con discreta approssimazione, sarà chiamato ad approvare provvedimenti impopolari per correggere i bilanci pubblici.

Ed infine l'ultimo nome. Un nome nuovo e vecchio allo stesso tempo. Ad avanzare l'ipotesi è Il Tempo, secondo il quale il fronte politico - piddino in primis - sarebbe affascinato da Enrico Letta, per un clamoroso ritorno. Letta ha già fatto il premier - con risultati nulli - e, si sussurra, potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di un nuovo "regno" (o, quantomeno, così vorrebbe la sinistra del Pd). Ma Letta jr, per tornare a Palazzo Chigi, imporrebbe una condizione: Renzi dovrebbe lasciare anche la segreteria del Pd.

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Commenti all'articolo

  • er sola

    19 Novembre 2016 - 16:04

    I parenti della kyenge si stanno preparando ad assumere incarichi di governo.

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  • leolucalabozzet

    19 Novembre 2016 - 14:02

    Continua il terrorismo! Se vince il NO si deve andare alle urne altrimenti sarebbe un vero dileggio della prima parte della Costituzione,che nessuno si è mai sognato di andare a modificare nella forma anche se nella sostanza è stata svuotata, e cosi si continuerebbe nell'opera di vanificazione. Votiamo pertanto NO e riappropriamoci della CARTA anche nella pratica!

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  • patriziabellini

    19 Novembre 2016 - 13:01

    Per la serie dalla padella alla brace. Due opposti. Con tutta l'antipatia che ho per Renzi, non vorrei trovarmi a rimpiangerlo

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  • er sola

    19 Novembre 2016 - 12:12

    Basta con nomi scelti da una sola persona, deve essere il popolo a decidere da chi essere governato. Avete rotto il cazzo e state spronando la gente alla ribellione e prima o poi ve ne accorgerete.

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