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La polemica nella Capitale

I grillini cancellano la Messa di Natale. Ecco con cosa vogliono sostituirla

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I grillini cancellano la Messa di Natale. Ecco con cosa vogliono sostituirla

Niente più tradizionale messa di Natale nel municipio XIII di Roma, zona Aurelio. La giunta grillina vuole abolire il consueto scambio degli auguri che da sempre si svolge nella sala municipale. La mozione presentata dal capogruppo del Movimento Cinquestelle, Francesco Megna, che sarà discussa martedì in aula, vuole rottamare «la consuetudine per cui ogni anno si tiene una cerimonia di un credo religioso in particolare», che sarebbe la Messa, «per tutti i romani che vogliono assistervi». È ora di finirla con questa tradizione cattolica, dice in pratica il M5S, che a Roma amministra 13 municipi su 15: «Istituiamo un incontro per il dialogo interreligioso», tenuto conto che «tutti i cittadini, di qualunque religione siano, devono sentirsi parte integrante delle istituzioni». Megna cita nella sua proposta l' articolo 8 della Costituzione, che stabilisce l' eguaglianza di tutte le fedi religiose, nonché l' articolo 18 della Dichiarazione Universale dei diritti umani dell' Onu».

Ma per l' opposizione cancellare la funzione benedetta è un affronto, «una deriva quasi iconoclasta, un' assurdità tutta made in M5S di cui non solo nessuno sentiva l' esigenza», dichiarano Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d' Italia e Marco Giovagnorio, capogruppo Fdi in municipio XIII, «ma che offende l' intera comunità. È sconfortante, poi, constatare come tra le priorità grilline ci sia la cancellazione del Natale, anziché risolvere i veri problemi dei romani».

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Commenti all'articolo

  • leggo tutto

    leggo tutto

    24 Novembre 2017 - 22:10

    Ah se lo dice il propagander zeitung della NSDAP (partito di Hitler) sará cosi!

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  • etano

    21 Novembre 2016 - 15:03

    Etimologìa del razzismo: razzista è un gruppo di persone come un popolo che, cercando di reprimere un altro popolo ovviamente confinante, invade i loro territori cercando di imporre la propria superiorità culturale, economica, sociale, politica e religiosa incrementando questa repressione con l'informazione e la violenza. Chi non vuole essere invaso come gli italiani dai clandestini è legittimo.

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  • Albatross

    21 Novembre 2016 - 12:12

    Gennarino Capuozzo (e Timothy Owen ecc.), vorrei invitarvi ad una riflessione che, di tanto in tanto, propongo: voi, giustamente - e detto senza ironia - vi scagliate contro ogni forma di razzismo (per carità, condivisibile) e voi sicuramente sapete che si definisce razzista chiunque propali teorie o espressioni e/o commenti che tendano a conculcare concetti di superiorità, di razza, di società, di religione e via discorrendo. L'elenco è lungo. Però, sommessamente, dare dell'essere inferiore a chi la pensa diversamente non è poi così lontano dall'untermenchen descritto da Rosemberg, teorico del nazismo. O dell'altro suo compare Chamberlain (non Neville, politico britannico predecessore di Churchill, l'altro Chamberlain). Disprezzare, insultare (e l'insulto, come ogni forma di violenza, è il rifugio degli incapaci) è una forma di razzismo. Forse il peggiore. Potreste obiettare che non sia così e allora si tratta di una visione "classista" in senso lato, che discende da una visione di superiorità. Tertium non datur. Pensateci.

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