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Coltellate sinistre

L'Huffington Post contro Giorgio Napolitano: "Incoerente sul referendum"

Giorgio Napolitano e Lucia Annunziata

L'Huffington Post diretto da Lucia Annunziata assembla e sgancia un clamoroso siluro contro Giorgio Napolitano. Si parla del referendum, della scelta dell'ex capo dello Stato di votare sì e del fatto che, a Porta a Porta, ha spiegato che lo fa "per coerenza". Ma in un post sul suo blog, che ha campeggiato per ore in apertura dell'Huffpost, Tomaso Montanari spiega punto per punto perché Re Giorgio, a suo parere, è un incoerente.

"Non so sull'arco di quanti anni sia lecito misurare questa coerenza - scrive Montanari -, ma se nel computo rientra ancora, non dico il 1956 ma almeno il 1995, Napolitano è - al contrario - del tutto incoerente. In quell'anno, infatti, egli firmò una proposta di legge costituzionale (2115/1995) che, se fosse stata approvata, oggi avrebbe impedito a Renzi di imporre a maggioranza questa 'riforma' e, in ogni caso, ci obbligherebbe a un voto referendario spacchettato' per temi'.

Montanari entra poi nel merito, citando gli articoli della proposta di modifica che andavano a toccare gli articoli 64, 83, 136 e 138 della costituzione. "Essa muoveva dalla convinzione - cito dalla relazione introduttiva - che 'il principio maggioritario trovi un limite invalicabile nel rispetto dei principi costituzionali, delle regole democratiche, dei diritti e delle libertà dei cittadini: principi, regole, diritti, libertà che non sono e non possono essere rimessi alle discrezionali decisioni delle maggioranze pro tempore'".

L'articolista fa poi notare come "al Napolitano di oggi la velocità sembra un valore cui sacrificare le garanzie democratiche, ma al Napolitano del 1995 era venuta un'ottima idea: 'Se, alla scadenza del mandato del presidente uscente, l'assemblea non ha ancora provveduto alla elezione del suo successore, le funzioni di presidente della Repubblica sono provvisoriamente assunte dal presidente della Corte Costituzionale'", diceva ancora la proposta di modifica.

In conclusione del posto, un altro duro attacco a Re Giorgio: "Insomma, Napolitano può dire tutto tranne che il suo Sì di oggi sia coerente con il Napolitano del 1995. Allora Napolitano era in minoranza, e pensava ai diritti della minoranza. Oggi è il capo della maggioranza e non pensa più ai diritti della minoranza", conclude Montanari.

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Commenti all'articolo

  • Fabius Maximus

    03 Dicembre 2016 - 19:07

    Beh, che Napolitano fosse un bidone si era capito anche prima !

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  • guifra35

    23 Novembre 2016 - 18:06

    In poche parole Tomaso Montanari ha detto che Napolitano, in gergo dialettale del suo paese, è n'u chiachiello!

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  • micael44

    23 Novembre 2016 - 11:11

    Ed è ancora lì ad interferire, minacciare e terrorizzare gli italiani che vogliono votare NO!!!!

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  • encol

    23 Novembre 2016 - 10:10

    Ha ragione da vendere Montanari . Sul Napolitano e le napolitanate meglio stendere un velo.

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