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Cosa farà Matteo

"Lo faccio premier e poi lo massacro". Indiscreto: Renzi, il piano clamoroso

"Lo faccio premier e poi lo massacro". Indiscreto: Renzi, il piano clamoroso

La formula sarà questa: un governo istituzionale, di scopo, da far nascere per senso di responsabilità. E poi da bombardare ogni giorno. Con un incalzare implacabile. Senza mai farlo cadere. Ma in modo da tenerlo sempre sulla corda. Come utile ammonimento all' opinione pubblica: ecco cosa avete preferito a me. Un po' come fece con il governo Letta. Ma con più forza, molta di più. Perché questa volta Matteo Renzi non sarebbe mosso solo dall' ambizione di una nuova meta, ma dall' amarezza di chi si è visto interrompere l' impresa in cui si era lanciato. Il sottotesto di ogni giorno sarà: «Mi avete fatto fuori per fare cosa? Su, fatemi vedere cosa sapete fare. Vediamo quanto crescono il Pil e l' occupazione. Vediamo un po' quali riforme fate». Così da mostrare agli italiani che il dopo-Renzi è quello che aveva previsto: «Nessuna voglia di cambiare: il governicchio». Perché, come ha confidato il premier a un amico, «non si potrà fare più niente: al Senato non passerà nulla perché sarà impossibile ricreare la maggioranza che ho messo insieme io». E così tutto sarà bloccato.

Sei mesi, un anno così e poi si va alle elezioni politiche nel 2018. Senza fretta. A quel punto Renzi immagina di prendersi la rivincita e di ritornare a Palazzo Chigi, questa volta con una legittimazione popolare. Sulle onde del presumibile fallimento del governo istituzionale.

Ha già in tasca anche il nome che, da segretario del Pd, sarà felice di indicare al presidente Mattarella per guidare un esecutivo di scopo: il presidente del Senato, Piero Grasso. O una figura simile. Insomma, per dirla con un suo fedelissimo, «uno che sia il più scolorito possibile». Che non abbia l' astuzia del politico consumato (Dario Franceschini, no) e nemmeno che sia uno dei suoi, perché sarebbe complicato bersagliarlo ogni giorno. Quindi no anche a Delrio o a Gentiloni, nomi che sono circolati in questi giorni. Questo è il film che Renzi, con gli amici più stretti, traccia nella malaugurata ipotesi che vinca il No al referendum costituzionale. La morale è chiara: anche in caso di sconfitta, Renzi giocherà la sua partita. «Se anche dovessimo perdere con il 45%, sarebbe comunque un enorme risultato», mette le mani avanti uno dei suoi. «Perché saranno tutti voti di Matteo. Mentre gli altri, l' accozzaglia, non potrà dire lo stesso».

Da lì partirà per la corsa alle elezioni politiche. E quale migliore sparring partner di un governo inchiodato? Per lo stesso motivo manderebbe al governo solo persone di seconda o terza fila. Gente che può sacrificare senza troppi problemi. Tecnicamente non sarebbe un appoggio esterno, ma nella sostanza sì. Nel frattempo potrebbe fare un libro, in modo da poter girare l' Italia, raccontando il sogno interrotto di un cambiamento. Per il resto, si occuperà di fare una legge elettorale. L' interlocutore, a quel punto, non sarà la minoranza del Pd, ma Silvio Berlusconi. Renzi non vuole cedere a un proporzionale puro. Punterà a convincere il leader di Fi a qualcosa di più simile al Mattarellum, magari coi collegi. «A quel punto, con 300 collegi, voglio vedere Speranza e soci dove vanno». in ogni caso, Renzi è convinto che questo film resterà nel cassetto perché vincerà il sì. «Il vento è cambiato», ripete.

Ieri ha provato a calmare le acque: qualunque sia l' esito del referendum «non ci saranno le cavallette. In caso di vittoria del sì ci sarà un sistema più semplice e che funziona, se vincerà il No non cambierà nulla». Nel pomeriggio ha visto Sergio Mattarella, con cui ha parlato del Consiglio supremo della difesa, che si riunisce oggi, e del vertice di Berlino. È verosimile si siano confrontati anche sulla campagna referendaria. Forse da questo incontro nasce l' invito a non drammatizzare. Intanto Franceschini ha parlato del "dopo": «Il mio parere è che il governo debba continuare a lavorare fino a fine legislatura».
Anche se vincesse il No. Un invito che i maliziosi leggono come il tentativo di allontanare da sé le voci che lo danno in corsa per il dopo.

Elisa Calessi

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Commenti all'articolo

  • fiorgio

    26 Novembre 2016 - 18:06

    Il cattocomunista di Franceschini, è peggio del peggior Casini.

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  • 12ZAMPE

    25 Novembre 2016 - 16:04

    Ma non doveva ritirarsi dalla politica totalmente? Non lo vogliamo più, anzi io non l'ho mai voluto, non vale niente neanche un fiorino.

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  • ABC1935

    25 Novembre 2016 - 15:03

    Renzi , ma perché non ti dimetti e poi ti fai rieleggere ? Vedrai che con regolari elezioni il popolo italiano saprà esprimere nei tuoi confronti i sentimenti più sinceri . Ai forse qualche dubbio ? Stai tranquillo che nessuno potrà mai dimenticare tutto ciò che di male ai fatto a questo paese !!!!!!

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  • zhoe248

    25 Novembre 2016 - 10:10

    se passa il NO, il sig. renzi sarà "dimissionato" pure da segretario del PD, altro che presidente del consiglio bis

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