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La polemica

Lo scippo ai bambini malati per l'Ilva. Chi ha fatto sparire 50 milioni di euro

L'Ilva di Taranto

L'Ilva di Taranto

Sui 50 milioni all’Asl di Taranto - dovevano arrivare attraverso la legge di Bilancio e permettere di affrontare i problemi derivanti dall’aumento delle malattie, tra cui i tumori, a causa dell’inquinamento industriale - il Governo ha chiarito e si è impegnato a correre ai ripari. Ma a Taranto la tensione resta alta così come il livello delle proteste. Esprime delusione il governatore pugliese Michele Emiliano ("abbiamo preso una botta") mentre alcuni consiglieri regionali hanno occupato anche un’aula della Regione Puglia in segno di protesta e critiche sono venute trasversalmente da parlamentari di diversi schieramenti. È ormai acclarato che l’emendamento che avrebbe dovuto prevedere le risorse aggiuntive per l’Asl di Taranto, i 50 milioni appunto, non è mai arrivato in commissione Bilancio per la discussione e quindi non è stato nè approvato, nè respinto, come hanno chiarito presidente e vice presidente della stessa commissione, i pugliesi Francesco Boccia del Pd e Rocco Palese di CoR. Inizialmente erano stati i deputati pugliesi del Pd a presentare quest’emendamento che però già il 15 novembre era stato dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio. Questo perchè la prima sezione del disegno di legge di bilancio ha "precisi limiti" e "in ogni caso non deve contenere norme di delega, di carattere ordinamentale o organizzatorio, nè interventi di natura localistica o microsettoriale". E all’ultima categoria era stato assimilato l’emendamento per Taranto. Di qui lo stop. Ma trattandosi di una partita delicata ed essendo Taranto oggetto di attenzione del Governo per la questione Ilva e non solo, c’era tuttavia l’impegno a riscrivere l’emendamento armonizzandolo con i nuovi criteri della legge di Bilancio. Il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, aveva assunto un impegno solo che questa rielaborazione non è mai stata fatta e così i soldi per l’Asl di Taranto, almeno per ora, non sono previsti.

Tuttavia dal Governo sono arrivati alcuni segnali nelle ultime ore attraverso il sottosegretario Claudio De Vincenti e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. I segnali si possono riassumere in tre punti. Il primo: per le deroghe in materia di sanità - assunzioni ed altro, problema posto per Taranto - si interverrà confrontandosi con la Regione Puglia e intervenendo nello stesso decreto ministeriale 70 del 2015 che disciplina gli standard dell’assistenza ospedaliera. Secondo punto: il Governo è al lavoro perchè i finanziamenti per il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, inseriti nel Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto - 200 milioni complessivi -, non siano persi a fine anno a causa di mancato impegno ma riprogrammati e quindi messi in sicurezza. Infine, il 12 dicembre lo stesso De Vincenti presiederà a Taranto il Tavolo istituzionale Taranto per un punto complessivo di situazione. Da rilevare che lo stop ai finanziamenti per Taranto aveva provocato anche le proteste del Pd locale con il rischio di fermare tutte le iniziative legate alla campagna per il Sì al referendum in ambito cittadino e provinciale

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Commenti all'articolo

  • claudioarmc

    26 Novembre 2016 - 03:03

    Bastardi dentro e fuori

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  • angelux1945

    25 Novembre 2016 - 20:08

    IL PINOCCHIETTO ED IL SUO PARTITO DI VENDUTI AL MIGLIOR OFFERENTE, HANNO COLPITO ANCORA!!!!!!!!!!MA CHE FACCIANO ATTENZIONE PERCHE' TARANTO NON E' NE FIRENZE NE BOLOGNA DOVE VENGONO PROTETTI A PRIORI, IN QUESTA CITTA' LE PROMESSE NON MANTENUTE SI "PAGANO" A CARO PREZZO, PERCHE' I CITTADINI SONO STUFI DI ESSERE PRESI PER IL KULO!!!!!!!!!!!!

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