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Lo Statuto

Ecco la legge che blinda Brunetta. Perché neanche Silvio può cacciarlo

Ecco la legge che blinda Brunetta. Perché neanche Silvio può cacciarlo

Anche se tutto il gruppo di Forza Italia alla Camera volesse cambiare capogruppo, non riuscirebbe a mandar via Renato Brunetta neanche con le cannonate. L'ex ministro gode infatti della blindatura a doppia mandata dello Statuto di Forza Italia che lo protegge anche dagli attacchi nucleari. Come riporta il Tempo, nell'articolo 6 è scritto che il presidente: "è eletto all'inizio della legislatura (...) e rimane in carica per tutta la sua durata". E se per caso Brunetta dovesse incappare in un errore e quindi rischiare un provvedimento disciplinare? Il giochetto è facile: a giudicare il capogruppo alla Camera deve essere... il capogruppo alla Camera.

La nomina di Brunetta a Montecitorio non è mai stata digerita del tutto dai deputati di Forza Italia. I malumori sono cresciuti soprattutto quando l'ex ministro si è ostinato ad attaccare con ferocia il governo Renzi, anche quando Silvio Berlusconi tentava di portare avanti il Patto del Nazareno.

Brunetta sembrava procedere a briglie sciolte, era arrivato anche a monopolizzare la comunicazione dell'intero gruppo, tanto che alcuni deputati avevano chiesto aiuto all'ufficio stampa di Forza Italia al Senato per farsi scrivere i comunicati stampa. E le contestazioni hanno riguardato anche la newsletter quotidiana del gruppo parlamentare, il Mattinale, di fatto un organo operativo della propaganda brunettiana.

Nel corso di un'infuocata assemblea dei deputati a dicembre 2015, Brunetta sembrava destinato a fare i bagagli a favore di Elio Vito. Solo l'intervento di Berlusconi evitò il suo tracollo. L'assemblea era riuscita almeno a sfilare il Mattinale dalle mani di Brunetta, ma giusto per dieci mesi.

Negli ultimi giorni però Brunetta ha pestato due pericolose bucce di banana che potrebbero essergli fatali. Prima l'imbarazzante scoperta fatta dal vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul profilo fake di Beatrice di Maio gestito dalla moglie di Brunetta, impegnata ad attaccare in tutti i modi Renzi e i suoi ministri. E poi l'emendamento presentato dall'ex ministro potenzialmente dannoso per Mediaset. La pazienza del Cav potrebbe essere finita da un pezzo, considerando che ormai il presidente azzurro sarebbe intenzionato più di prima a rivoluzionare i ruoli all'interno del partito. Il destino di Brunetta è appeso a un filo.

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Commenti all'articolo

  • placidoolivieri

    27 Novembre 2016 - 18:06

    Per il bene della politica e dell'ITALIA speriamo che questo fili si rompa presto

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  • libere

    27 Novembre 2016 - 11:11

    Non so se era vostra intenzione fare un articolo allo zucchero filato su Brunetta (dubito). Fatto sta che ne esce da gigante in un mondo di nani. Perchè se ne ricava la coerenza, la lungimiranza e pure una certa indipendenza dal "padrone". Se è stabilmente contro Renzi, ed ha confezionato un emendamento che non guarda in faccia a nessuno, neppure a Mediaset, per il popolo di destra è un eroe,punto

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  • frarossi84

    27 Novembre 2016 - 11:11

    A me Brunetta piace.

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  • placidoolivieri

    27 Novembre 2016 - 10:10

    Speriamo che questo filo per il bene della politica e dell'ITALIA soprattutto si rompa prima possibile.

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