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La Lega esplode

Bossi contro Salvini, la guerra atomica: "Berlusconi ha i voti, lui no"

Bossi contro Salvini, la guerra atomica: "Berlusconi ha i voti, lui no"

"Amen, tiro dritto". Risponde così Matteo Salvini a Umberto Bossi. Un confronto a distanza che allontana la polemica, ma non i problemi dentro la Lega Nord. Le frasi del Senatùr domenica sera da Varese, per i festeggiamenti per i 30 anni della prima storia sezione del Carroccio, segnano infatti un punto di non ritorno dentro il partito e, forse, nello stesso centrodestra.

"La base della Lega non vuole più Salvini", ha tuonato Bossi ai microfoni del Tgr Lombardia: "Se la Lega diventasse un partito nazionale, sarebbe uno dei tanti. Cosa cambia? Cambia, se la Lega sa fare leva con il Nord, che è quello che mantiene il Paese". Salvini invece "rischia di portare la Lega fuori della Lombardia". Ecco perché, continua Bossi, "la base non lo vuole più.
Non vuole uno che tutti i giorni tira fuori la faccenda di cambiare il nome del partito e di farlo diventare un partito nazionale. È una cosa che non accettano". Aria tesissima in vista dell'imminente congresso federale della Lega Nord, visto che il 15 dicembre scadrà il mandato di segretario di Salvini. Ma c'è di più al Corriere della Sera Bossi calca la mano anche su cosa sarà il centrodestra dopo il referendum. 

"Silvio Berlusconi si ricandida? Fa bene, lui i voti li ha. A differenza di altri. Io non so se Berlusconi farà il leader. Si è ripreso molto bene, l'intervento che ha subito era serio. Comunque, se c'è un programma lui può ancora ottenere risultati". E qui tira in ballo ancora Salvini: "Lui ha i sondaggi, non i voti. Fa casino, ma non ha un programma e nemmeno l'esperienza per fare il premier. Poi quando si vota per davvero, come a Milano, noi crolliamo". Insomma, un'altra bomba alla vigila del 4 dicembre, quando, assicura Bossi, "Renzi viene asfaltato. Succede come con Trump, io avevo previsto la sua vittoria. Ci sono troppi disoccupati, troppa gente che fa fatica, milioni di voti in libertà. Il 4 dicembre, ci scommetto, il premier viene battuto". E poi, suggerisce il Senatùr, sarà la volta dell'altro Matteo, quello padano.

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