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Disastro capitale

Virginia Raggi, il processo del M5s dopo il referendum: a gennaio se ne va?

Virginia Raggi

Virginia Raggi, sindaca di Roma dal 20 giugno, ha sempre più gatte da pelare. Gli occhi di tutti - con la complicità di errori e ritardi - le restano puntati addosso, e ora deve rispondere anche alle accuse velate provenienti dal suo stesso partito. È stato Beppe Grillo, sabato scorso dopo essere caduto, il primo (e di sicuro non l'unico) ad aver bacchettato la sua "collega" per le condizioni delle strade romane. "E chi le aggiusta?". Una battuta, vero, ma dal sapore un po' amaro: il riferimento non sembrava puramente casuale. Da par suo, la Raggi, continua a puntare il dito contro Mafia capitale e i tagli del governo. Ma tant'è, la situazione a Roma resta disastrosa: secondo la ricerca conclusa dall'Università La Sapienza, la capitale è finita all'88esimo posto per qualità di vita (un tracollo di 19 posizioni), precipitando anche sul fronte sicurezza, disagio sociale e tenore di vita.

I grillini, ad oggi, continuano la difesa pubblica della prima sindaca di peso eletta nella storia del Movimento. Eppure i tempi sarebbero maturi per un cambio di rotta: secondo quanto scrive Repubblica, infatti, sarebbe stata calendarizzata per gennaio una valutazione dei vertici pentastellati sull'operato della sindaca. Lo stesso Grillo, sul palco della manifestazione capitolina, l'ha abbracciata davanti a tutti. Eppure, lontano dai riflettori, la Raggi sarebbe rimasta isolata rispetto agli altri attivisti M5s. Insomma, in privato, avrebbe perso il sostegno di quasi tutto il direttorio grillino. Il punto è che la sindaca Raggi ha ancora molto da fare e soprattutto da spiegare: è ancora aperto infatti il fascicolo del pm sulla promozione di Salvatore Romeo e di Raffaele Marra, tanto che lo stesso M5s dà quasi per certa la sua iscrizione nel registro degli indagati. E si sussurra che in questo contesto, a gennaio e dopo il referendum, gli stessi vertici grillini potrebbe scaricare la sindaca.

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