Cerca

L'ultima sfida

Centrodestra, il ballottaggio delle primarie: Salvini o Meloni, chi il leader? Vota

Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Siamo arrivati al ballottaggio. Oggi, i lettori di Libero e del Tempo potranno contribuire a decretare sui siti d’informazione dei due giornali - liberoquotidiano.it e iltempo.it - il vincitore delle primarie del centrodestra, il cui primo turno si è svolto lunedì scorso. Si sfidano il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha vinto le primarie di Libero, e quello di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, risultata prima in quelle del Tempo. Entrambi hanno prevalso sul Cavaliere e su una serie di maggiorenti azzurri o azzurrabili che erano stati proposti, da Fitto alla Carfagna, da Parisi a Toti.

Primarie centrodestra, Salvini o Meloni?
Clicca e vota al ballottaggio

Sono le primarie inventate da due giornali quasi per gioco ma già all’inizio della primavera prossima potrebbero essere quelle reali di un nuovo partito unico della destra, d’ispirazione lepenista e antieuropeista, la cui nascita sembra sempre più possibile. Sia la Lega che Fdi sottolineano infatti in maniera sempre più forte la necessità di scegliere il leader del centrodestra attraverso le primarie e la polemica con Berlusconi, che rivendica il proprio diritto naturale alla guida della coalizione, è ormai diventata un contrasto aperto dai toni aspri.

La loro affermazione nelle nostre primarie potrebbe essere il segnale che l’elettore di centrodestra, in questo periodo politico di grande confusione, gradisce poter dire la sua non solo in cabina elettorale ma già nella scelta del candidato premier se non addirittura dei parlamentari. Come del resto hanno potuto fare gli elettori del Pd, fin dalle Politiche 2013. Ma può allo stesso tempo voler significare anche che la maggioranza dell’elettorato di centrodestra in generale, ma anche di quello forzista in particolare, non ci sta a fare da stampella a Renzi, a un governo tecnico o a chicchessia, ma preferisce intraprendere una traversata nel deserto che lo possa portare alla rinascita di uno schieramento forte, autonomo, radicato e con finalità e valori chiari.

Salvini e la Meloni, ma forse anche Fitto, Toti e qualcun altro, sembrano intenzionati a battere questa via di forte opposizione al governo e all’Europa a prescindere dall’esito del referendum di domenica prossima. La via sembra segnata anche se questo dovesse costare la rottura definitiva con Berlusconi e perfino se fosse necessario percorrere un pezzo di strada con i grillini, nonostante gli elettorati siano molto diversi e i rischi di un’alleanza anche solo tattica con i Cinquestelle siano evidenti, visto la scarsa affidabilità del Movimento.

E il presidente, come lo chiamano tutti in Forza Italia? A lui l’idea delle primarie del centrodestra, si sa, fa venire l’orticaria. Berlusconi è convinto di aver subito un’enorme ingiustizia quando il Parlamento, tre anni fa, votò la sua decadenza estromettendolo di forza dalla politica attiva e che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lo riabiliterà. Spera che Renzi e il Quirinale lo aiutino ad accelerare i tempi della decisione, che sono ormai lunghi in maniera sospetta. Nel frattempo tiene il partito, il Milan e Mediaset nel limbo, in attesa del suo ritorno.

Si illude? Molto dipenderà dal voto di domenica prossima. Se il Sì e Renzi vinceranno, il premier tirerà diritto per la sua strada e abbandonerà il Cavaliere al suo destino. Probabilmente cercherà il voto anticipato e avere un competitore come Berlusconi fuori gioco gli farà comodo, visto che il segretario del Pd non fa mistero di puntare al voto dei moderati. Ma anche se dovesse decidere di concludere la legislatura, certo non muoverà un dito per Silvio, se non altro per non sentirselo rinfacciare dalla sinistra del suo partito.

Se invece vincerà il No e quindi il premier perderà, il Cavaliere si augura di recuperare centralità, sostenendo un governo tecnico, un Renzi bis o qualsiasi altra formula consenta di riscrivere la legge elettorale e tirare a campare fino al voto. Ma per Berlusconi potrebbe essere una scommessa pericolosa e di corto respiro. La spaccatura tra Forza Italia e l’asse Salvini-Meloni diventerebbe infatti definitiva e le elezioni, anticipate o no, rischierebbero comunque di arrivare prima della sentenza europea di riabilitazione e quindi della sua candidabilità. A quel punto è facile prevedere che i 4 milioni di voti di cui è accreditata oggi Forza Italia si divideranno. Due milioni a Salvini e Meloni e gli altri due al Pd di Renzi.

In sintesi, la tattica attendista del Cavaliere potrebbe costare carissima a Forza Italia. Che Berlusconi meriti la riabilitazione e che la sua cacciata dal Parlamento in virtù di una sentenza retroattiva sia uno scandalo che grida vendetta al dio della democrazia e della giustizia è pacifico. Ma questo non basta e il semplice fatto di averne diritto non significa che la riabilitazione arriverà né tantomeno che giungerà presto. Berlusconi e Forza Italia si rassegnarono all’ingiustizia tre anni fa, quando la accettarono continuando a sostenere il governo di Letta prima e quello di Renzi poi e a mantenere i loro eletti in Parlamento. Oggi che il partito è in balia degli eventi c’è bisogno di una leadership forte non solo nella memoria affettiva degli elettori di chi la eserciti quotidianamente nelle strade e nei palazzi. Le primarie possono essere una via per trovarla, sia essa ancora di Berlusconi o di Parisi o di chiunque altro. Dopotutto, la forza principale di Renzi consiste proprio nel fatto che egli vinse le primarie; e non sarebbe simpatico se aver vinto quelle del Pd gli fosse sufficiente anche per prendersi un pezzo di centrodestra.

di Pietro Senaldi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • andresboli

    29 Novembre 2016 - 11:11

    le primarie del centro destra? e con chi con un evasore, un populista che non ha mai lavorato in vita sua, e pippi calzelunghe? e poi a che scopo, matteo renzi è già il capo del centro destra.

    Report

    Rispondi

    • Bolinastretta

      29 Novembre 2016 - 15:03

      Quoto al 100% nulla da ridire! sintesi e descrizione logica ed evidente!

      Report

      Rispondi

  • dodo1861int

    29 Novembre 2016 - 10:10

    nessuno dei due , sono il nulla

    Report

    Rispondi

    • filen

      filen

      29 Novembre 2016 - 15:03

      Allora se questi sono il nulla figuriamoci chi sono quelli che ci governano ahahah

      Report

      Rispondi

  • nick2

    29 Novembre 2016 - 08:08

    “Che Berlusconi meriti la riabilitazione e che la sua cacciata dal Parlamento in virtù di una sentenza retroattiva sia uno scandalo che grida vendetta al dio della democrazia e della giustizia è pacifico”? I servi come lei, Sanaldi sono uno scandalo che gridano vendetta al dio della democrazia, della giustizia e della libera informazione. Si vergogni!

    Report

    Rispondi

blog