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Lo scenario dopo il referendum

La trappola europea dopo il voto: ecco cosa vogliono fare all'Italia

La trappola europea dopo il voto: ecco cosa vogliono fare all'Italia

La resa dei conti per l'Italia in Europa arriverà il 5 dicembre, che passi o meno la riforma costituzionale sulla quale voteranno gli italiani il giorno prima. Lunedì mattina il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan volerà a Bruxelles per la riunione dell'Eurogruppo sui bilanci dei singoli Stati già sapendo che non lo aspetta un bel comitato d'accoglienza. Anzi c'è chi gli ha già preparato una poltrona da fachiro, come il numero uno dell'Ecofin, l'olandese Jeroen Dijsselbloem che ha ribadito la linea rigorista del Nord Europa.

Sono ridotte al lumicino le speranze di Matteo Renzi e Padoan su politiche di spesa più espansive da parte della Commissione europea. Dijsselbloem lo ha già fatto capire qualche giorno fa in un'audizione dell'Europarlamento e con lui è d'accordo il falco tedesco Wolfang Schauble. Proprio il ministro dell'economia di Berlino si era anche sbilanciato sull'esito del referendum italiano, lanciandosi in una sorta di bacio della morte per Renzi: "Se fossi italiano - ha detto - voterei Sì". Un sostegno nn proprio popolare in Italia, ma che non sposta di un millimetro la posizione della Germania sui conti italiani ancora lontani dall'essere promossi.

E non regala grandi speranze neanche il vicepresidente della Commissione con delega all'euro, Valdis Dombrovskis, che sulla Stampa ricorda quali sono i compiti a casa che il governo italiano non ha ancora fatto per bene: "La bozza di bilancio è a rischio non conformità con il Patto di Stabilità - ha ribadito - E dobbiamo fare a breve una valutazione per vedere se l'Italia rispetta la regola del debito".

E non ci sono solo i conti che non tornano nel bilancio italiano. Dombrovskis aggiunge un altro carico da novanta: "Ci sono una serie di elementi, dalla questione dei crediti inesegibili ad altri aspetti del settore bancario. Si tratta di argomenti che dovremo affrontare in ogni caso, a prescindere dal referendum".

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Commenti all'articolo

  • arwen

    30 Novembre 2016 - 18:06

    Come ha potuto un parvenu della politica far fuori un feudatario come Letta cn una manovra di palazzo? Cosa ha promesso? E a chi? La risposta è chiara. Matteo, che a parte promettere 80 euro a tutti, salvo poi riprenderseli, ha ignorato la situazione economica e si è concentrato sulla costituzione. Qui, serve un padrone, chiunque sia, a cui la UE possa dare ordini sicura che vengano eseguiti.

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  • corti amelio

    30 Novembre 2016 - 17:05

    La germania deve pensare alla volkswagen....e ai soldi che deve sborsare per risarcire dei danni con la sua trappola del motore inquinante....più nessuno ne parla.......

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  • babbone

    30 Novembre 2016 - 16:04

    Noi votiamo NO, poi veniteci a prendere che facciamo due risate.

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  • angelux1945

    30 Novembre 2016 - 12:12

    E' tutta una manovra per far cadere Renzi e rendere l'italia una colonia tedesca!!!!!!!!!!!!Schauble sapendo che in Italia è odiato più della Merkel, fa propaganda per il "SI", sicuro che gli italiani per fargli un dispetto voteranno "NO" e così il giochetto è fatto!!!!!!!!!

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    • arwen

      30 Novembre 2016 - 18:06

      Far cadere Renzi? E perchè? Forse non hai molto chiaro il panorama, ma l'Italia è GIA' una colonia e Renzi, come gli altri pavidi traditori che hanno governato il paese in questi ultimi 20 anni, ha partecipato attivamente al tradimento del popolo italiano che è veramente troppo fesso per rendersi conto di quanto lo stanno pigliando per il culatello. Renzi fa la moina alla UE, solo x i voti.

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