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La retata

Finita l'immunità,
gli ex parlamentari
finiscono dentro

Nel giorno dell'apertura delle nuove camere, arresti per Cosentino, De Gregorio e Tedesco. Ma in carcere ci finisce solo l'ex coordinatore campano del Pdl. Domiciliari per gli altri

Finita l'immunità,
gli ex parlamentari
finiscono dentro

 

E' scattata la retata. Svanita l'immunità parlamentare, nel giorno in cui a Roma si sono riunite per la prima volta le nuove camere, per alcuni ex parlamentari si sono aperte le porte del carcere. L'unico a finirci davvero, però, è stato l'ex sottosegretario all'Economia targato Pdl Nicola Cosentino. L'esponente azzurro, la cui esclusione dalle liste elettorali aveva suscitato molte polemiche nel partito, si è consegnato questa mattina alla casa circondariale di Secondigliano, in provincia di Napoli, in esecuzione dei provvedimenti di arresto emessi a suo carico nel 2009 e nel 2011 per i reati di concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego di capitali illeciti e corruzione. L'ex coordinatore del Pdl in Campania era accompagnato dal suo difensore di fiducia, Stefano Montone.

Poco dopo mezzogiorno è toccato all'ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio consegnarsi alla giustizia, presentandosi alla guardia di finanza che gli avevano notificato un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari relativa all'inchiesta sui finanziamenti al quotidiano «L'Avanti», che lo vede accusato di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio ed estorsione. De Gregorio è anche accusato di corruzione in una seconda inchiesta, quella sulla presunta compravendita di senatori: per questo capo d'accusa la procura ha chiesto, per lui e per l'ex premier Berlusconi, il giudizio immediato, e si attende in proposito tra oggi e i primi giorni della prossima settimana la decisione del gip.

I domiciliari, da stamattina, si trova pure l'ex-senatore del Partito democratico Alberto Tedesco. Due le ordinanze della Procura di Bari notificategli dai carabinieri e che non erano state eseguite sinora in quanto i provvedimenti erano stati respinti dal Senato. Da stamani pero' Alberto Tedesco non e' piu' senatore. Le accuse a suo carico sono associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso e turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sul malaffare della sanità pugliese. Tedesco è stato rinviato a giudizio il 4 febbraio scorso insieme ad altre 18 persone, tra cui l'ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino. Il processo comincerà il 6 maggio prossimo.

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