Cerca

Oggi il verdetto del Quirinale

Napolitano stoppa Bersani: governo lampo poi voto

Napolitano stoppa Bersani: governo lampo poi voto

 

di Barbara Romano

La mossa di apertura il Capo dello Stato se la giocherà oggi. Chiuse ieri sera le consultazioni, Giorgio Napolitano si è preso una notte di riflessione. E di fronte allo stallo politico confermatogli dai colloqui con i vari leader di partito e i rispettivi capigruppo, il presidente della Repubblica oggi potrebbe tradurre in atto il progetto che gli frulla in mente da qualche giorno: conferire un mandato esplorativo al presidente del Senato, Pietro Grasso. Mandato che potrebbe diventare un incarico pieno di governo se i colloqui della seconda carica dello Stato confermassero che c’è fiducia sul suo nome. Non azzerate, ma ridotte al lumicino le chances del candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, di imboccare la via per Palazzo Chigi, anche attraverso un preincarico. Napolitano, che vuole evitare a tutti i costi di tornare subito al voto, scioglierà oggi la riserva, come ha lui stesso annunciato ieri seradopo l’ultimo incontro della giornata con il segretario e i capigruppo del Pd: «Ora devo riordinare gli appunti e le idee per vedere meglio quali decisioni prendere e domani ve le comunicherò e le motiverò».

Che sia Grasso, Bersani o un altro colui al quale Napolitano affiderà il compito di tirare il Paese fuori dalle secche dell’ingovernabilità in cui è stato sospinto il responso delle urne, uno resta l’imperativo categorico del Colle, che il Presidente della Repubblica ha detto chiaro e tondo ieri alla delegazione del Pdl: «Avrà l’incarico di governo soltanto chi potrà garantire di avere una maggioranza certificata in entrambi i rami del Parlamento». Garanzia che Bersani ieri non ha potuto offrire al Capo dello Stato, il quale si è trovato a fronteggiare una linea molto più morbida del Pd: non più la richiesta di un incarico pieno al segretario per tentare di formare un nuovo governo, ma la disponibilità a far precedere il suo tentativo da un esploratore che verifichi la solidità in termini di maggioranza di un governo Bersani. Vedendo farsi sempre più stretto il sentiero verso il governo, è stato lo stesso leader del Pd, riferiscono fonti di via del Nazareno, a suggerire a Napolitano questa soluzione. «È giusto che sia un altro e non io a verificare la fattibilità di un mio esecutivo», ha detto Bersani a Napolitano. Fiutando l’alta probabilità di fallimento di tale esplorazione, il segretario del Pd vuole evitare di rimetterci, oltre alla grisaglia di premier, anche la faccia annunciando lui stesso che un governo Bersani, senza il sostegno dei grillini e con il solo appoggio di Monti, una maggioranza al Senato non ce l’ha. Ma siccome le diplomazie della sinistra, compresa Sel, sono ancora al lavoro per trovare una sponda nel Movimento 5 Stelle, la parola d’ordine a via del Nazareno in queste ore è «prendere tempo». 

Non è detto che sia Grasso l’“insider” scelto da Napolitano. Ma attualmente èquesto il nome più gettonato. E l’ipotesi più accreditata ieri in Parlamento era che Grasso potrebbe addirittura essere investito lui del ruolo di premier da Napolitano se, consultando i partiti, riscontrasse che il centrosinistra effettivamente i numeri per governare non ce l’ha, ma catalizzasse una maggioranza intorno al suo nome. Un segnale propizio alla soluzione di un “governo del presidente”, riferiscono fonti del Quirinale, è giunto a Napolitano ieri sia dal Pd (non ostile) sia dal Pdl (favorevole), durante il giro di consultazioni tra i partiti iniziato in mattinata con Beppe Grillo, proseguito con Silvio Berlusconi a capo della delegazioni Pdl-Lega e culminato con Bersani, dopo un salto di Napolitano da Carlo Azeglio Ciampi a Palazzo Giustiniani.È proprio questo il desiderio dell’inquilino del Colle: arrivare al più presto a un governo di scopo, quindi a termine, che consenta di fronteggiare l’emergenza economica, tagliare i costi della politica e rifare la legge elettorale. Dopo sì che, per Napolitano, si può tornare al voto. Ma non prima di un anno. Quando sarà un altro presidente, forse, ad abitare nella fortezza papale.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • C_Peter66

    23 Marzo 2013 - 05:05

    Visto che fino ad ora abbiamo disponibili solo bacherozzi ( vedi Prodi detto anche "Il Mortadella" e Amato al secolo "El Ratt" ma più che topo direi pantegana...) forse non sarebbe una cattiva idea tenerci l'attuale l'attuale presidente. Almeno sappiamo tutto di Lui... nel bene e nel male!!!!

    Report

    Rispondi

  • guido.blarzino

    22 Marzo 2013 - 21:09

    Se siamo entrati in questo cul de sac è rigorosamente colpa di Re Giorgio. La vigliaccata politica di Fini aveva indebolito gravemente la maggioranza e quindi bisognava andare alle elezioni e non inventarsi una repubblica presidenziale con un governo di fessi poi. La scure del voto degli Italiani avrebbe colpito subito Fini ripristinando la democrazia.

    Report

    Rispondi

  • encol

    22 Marzo 2013 - 14:02

    Se leggete con attenzione forse evitate di scrivere sciocchezze. Sta scritto: COPIARE INTEGRALMENTE LA LEGGE FRANCESE nelle mani di questa gente ( destra e sinistra) non si può chiedere nemmeno di cambiare le virgole farebbero solo pasticci. Se si ha la volontà di uscire realmente dal pantano nel quale ci hanno messo SI PUO' FARE certo che con gli smacchiamenti, le palle da battere, o i parrucchieri per bambole NON si va da nessuna parte anzi si va A CIRPO

    Report

    Rispondi

  • KING KONG

    22 Marzo 2013 - 11:11

    mi spieghi come riformeranno la legge elettorale in un mese max due, se non l'hanno fatto negli ultimi 4 anni? e non tieni nemmeno da conto che abbiamo bisogno di una politica economica per cercare di ripartire...che ne dici, possiamo aspettare altri 6 mesi per le elezioni?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog