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Giorgio 5 stelle

Il supercandidato di Grillo
per Palazzo Chigi: Napolitano

Quello del presidente della Repubblica sarebbe il nome che Lombardi e Crimi faranno domani a Bersani per superare l'impasse di un governo a guida Pd

Il supercandidato di Grillo
per Palazzo Chigi: Napolitano

Galeotto è stato il "fuorionda": quello in cui Beppe Grillo, subito dopo l'incontro al Quirinale con Giorgio Napolitano nel corso delle consultazioni del capo dello Stato, aveva detto ai fedelissimi Lombardi e Crimi che lo accompagnavano: "Mi è piaciuto molto, dobbiamo chiamarlo... non chiamarlo più morfeo". Un apprezzamento enorme, da parte di uno che per anni, nelle piazze di mezza Italia, è andato avanti a chiamare Napolitano "O guaglione", "Morfeo", "Re Giorgio", sparando a zero sulle spese del Colle e del suo inquilino. Proprio il nome del presidente sarebbe quello che i due capigruppo dei 5 stelle a Camera e Senato potrebbero fare domani a Pier Luigi Bersani nel corso dell'incontro con il segretario Pd, che si annuncia decisivo per le possibilità di nascita di un governo. Napolitano premier. Un nome, quello del capo dello Stato, di fronte al quale Bersani difficilmente potrebbe dire no, facendosi da parte per un ruolo interno al nuovo esecutivo. Un modo per "schiodare" i grillini dal loro reiterato e inamovibile "no" a un governo con il Pd. Curiosamente, quella di un governo a guida Napolitano sarebbe una proposta identica a quella avanzata giusto qualche giorno fa da un autorevole esponente leghista come Roberto Calderoli. E il presidente, in questa fine di mandato, sta riscuotendo un consenso unanime. Di fatto, è lui l'uomo del momento, visto che anche Silvio Berlusconi ha più volte detto in questi ultimi giorni di avere fiducia "totale" nei confronti dell'operato del presidente della Repubblica.

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Commenti all'articolo

  • Angizia

    26 Marzo 2013 - 11:11

    Allora perchp non proporre Squinzi visto che il programma che ha per confindustria sarebbe compatibile con un buon programma di Governo ? Il programma che Squinzi si prefigge di realizzare, durante il suo mandato, parte dall’obiettivo di combattere la prepotenza della finanza per ridare centralità all'industria e al settore manifatturiero. Tra gli altri obiettivi troviamo: liberalizzazioni, credito, infrastrutture, riforma fiscale, semplificazione amministrativa mediante la riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese e flessibilità delle regole nelle relazioni industriali

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