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Di Gianluigi Paragone

Quando i giornali dicevano: "Questo è un genio col loden"

I grandi quotidiani hanno incensato per mesi il bocconiano. Per fargli aprire gli occhi ci son voluti gli esodati, fallimenti e figuracce

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Quando i giornali dicevano: "Questo è un genio col loden"

 

-di Gianluigi Paragone

Evidentemente Mario Monti ha deciso di chiudere col botto. Nel senso dello schianto. Siccome i danni provocati ai cittadini non bastavano, il premier ha deciso di farsi spernacchiare anche fuori da quei confini dove – dicevano – era stimato e apprezzato. Come dimenticare le copertine miracolistiche dei magazine stranieri? Le intese con la Merkel,  i conviviali con i salotti elitari della finanza mondiale, le riunioni al Bilderberg o alla Trilateral? Niente, tutto passato, uno tsunami di figuracce sta annientando il curriculum di questo rettorone prestato alla politica, senza troppe fortune. Il guaio è che il diretto interessato non se ne sta rendendo conto e tira dritto come un treno ad alta velocità. Finanche ieri, sulle dimissioni di Terzi e quindi sul caso allucinante dei marò, il capo del governo sembrava un alieno catapultato in Parlamento. Di chi è la colpa di tanta ubriacatura? Sua e della sua squadra senza dubbio. (...) 

Gianluigi Paragone su Libero di giovedì 28 marzo analizza l'ascesa e la discesa tragica del Prof in loden. Prima osannato da buona parte della stampa italiana e poi scaricato frettolosamente per far spazio a nuovi carri vincenti. Solo Libero da subito ha messo in guardia da chi fosse davvero Mario Monti. Chi ha criticato l'attività di governo del bocconiano è stato sempre liquidato con sarcasmo e a volte con critiche feroci. Ora nei giorni in cui il governo va verso il suo epilogo e nei giorni in cui si rimediano figuracce sui marò la stampa è unita contro il premier. Prima dov'erano?


Leggi il commento di Gianluigi Paragone su Libero di giovedì 28 marzo


 

 

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Commenti all'articolo

  • elenasofia

    elenasofia

    28 Marzo 2013 - 14:02

    Che fosse senza spina dorsale, si era visto subito, quando, partito come grande liberalizzatore dell'economia, poi si era rapidamente accucciato ai diktatat di napolitano e della camusso, che, da bravi comunisti, non capiscono che l'economia è collegata alla produttività. Che oltre alla boria e alla smisurata ambizione, non avesse alcun fiuto politico, lo si è visto quando si è appoggiato a due rottami come casini e fini. Ha buttato alle ortiche la sua (presunta) competenza di bocconiano per cosa? Montanelli lo avrebbe classificato come utile idiota.

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  • Logmain

    28 Marzo 2013 - 14:02

    Il professore è stato sostenuto dal PDL per parecchi mesi e non molto tempo fa il caro Berlusconi lo aveva immaginato leader del centro destra.

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  • 44carlomaria

    28 Marzo 2013 - 13:01

    Così l'Italia sembra una nave comandata da Schettino, che fa l'inchino alla Merkel! Asvedommia

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