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Trattative al Quirinale

Il Cav sale al Colle con le sue condizioni: Presidente della Repubblica o voto subito

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

 

Non un passo indietro. Nel secondo giro di consultazioni cominciato questa mattina, venerdì 29 marzo, Silvio Berlusconi,  è determinato e non cede di un millimetro: se il governo Bersani o un esecutivo guidato da un altro esponente di sinistra, anche se monocolore Pd vuole partire, beh allora il prossimo Presidente della Repubblica deve essere una personalità indicata dal centrodestra e proveniente da quell'area.  Solo al realizzarsi di questa condizione, Berlusconi sarebbe disposto ad dare il suo appoggio al nuovo esecutivo. Sta ora a Napolitano sbrogliare la matassa, è il ragionamento, confidando nel suo equilibrio e nel suo ruolo di garanzia: non potrà non tener conto delle richieste del Pdl tanto più alla luce di quella che viene definita "estrema" debolezza del segretario Pd: non è più in grado di dettare le condizioni. Ma se il leader democratico, è il ragionamento, dovesse continuare ad impuntarsi e a sbattere la porta in faccia alla seconda forza in Parlamento, allora il Pdl chiederà il ritorno alle urne. D'altronde i sondaggi sono dalla sua parte: anche l'ultima rilevazione Swg fatta per Agorà ha decretato che se si andasse al voto oggi, Il centrodestra sarebbe primo partito. Berlusconi lo sa e per questo ha "rispolverato" il marchio Forza Italia, si sta dedicando alla manifestazione di Bari che avrà il carattere di una kermesse elettorale. 

L'alternativa sono le urne subito - In questo caso, ovviamente, la tempistica ha il suo peso: in autunno potrebbero arrivare le sentenze Ruby e, soprattutto Mediaset, e per il Cavaliere la strada del voto prima del pronunciamento dei giudici diventa quella che più lo garantirebbe. Tanto più se il Pd dovesse 'andare alla guerra' e dire no a un altro governo dopo il fallimento di Bersani e ancor di più votarsi da sola, con l'appoggio dei grillini, un Capo dello Stato 'ostile'. Dunque, naturale che al momento l'unico garante per Berlusconi sia Napolitano ed è a lui che il Pdl si rimette. Berlusconi vuole garanzie certe e solenni, ripetono i maggiorenti di via dell'Umiltà, magari potrebbe essere lo stesso Napolitano a farsi garante - è la riflessione - e a 'consentire' che i due momenti della nascita del governo e dell'elezione del nuovo Presidente siano quasi contestuali, anticipando le dimissioni. La tentazione di Berlusconi di chiedere nuove elezioni subito sarebbe dettata anche dai sondaggi favorevoli e dalle divisioni della sinistra. Il voto in tempi brevi ostacolerebbe anche la corsa di Renzi, unico 'elemento' che potrebbe guastare i 'piani' del Cavaliere, per non parlare dei processi che potrebbero andare a sentenza in autunno. Se poi Napolitano, per uscire dall'impasse, dovesse indicare la strada di un governo del Presidente - come del resto si evince dal comunicato diffuso in serata, viene fatto osservare - il Cavaliere potrebbe anche valutare di sostenerlo, ma deve essere un esecutivo politico e non tecnico. 

Silvio ci mette la faccia - La delegazione pidiellina  si è presentata alla Vetrata nella stessa formazione delle scorsa volta, ovvero assieme alla Lega, potrebbe essere guidata proprio da Berlusconi. L'ex premier vuole metterci la faccia, per far capire al Capo dello Stato che il Pdl si è dimostrato sin qui responsabile, è il ragionamento, ed è colpa del Pd se la situazione non si è sbloccata: non possono pretendere, con il 30% dei voti, è il refrain, di occupare tutte le cariche istituzionali. Il Colle dopo 20 anni di presidenti di sinistra, ora spetta di diritto al Pdl, e non accettiamo meline, giochetti sottobanco o proposte di nomi che potrebbero esserci semplicemente 'non sgraditi'. Sul punto, viene riferito, Berlusconi è inamovibile. Linea che è già stata, secondo fonti pidielline, già anticipata al Quirinale, per voce del 'mediatore' Gianni Letta. C'è chi in via dell'Umiltà parla di 'contatti' tra Alfano e il Colle subito dopo le parole di Bersani. E, viene fatto osservare, non è un caso che i primi ad essere 'convocati' da Napolitano sono proprio i pidiellini. 

 

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  • perfido

    30 Marzo 2013 - 16:04

    Solo auguri di una Santa Pasqua unitamente ai Suoi Cari. P.S. Non dimentichi che a lavar la testa all'asino, si perde : l'acqua, il sapone ed il tempo. Cordialità.

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  • colombinitullo

    29 Marzo 2013 - 18:06

    ho letto attentamente le sue dotte esternazioni e mi è parso di capire che a lei non piace Berlusconi; il che di per se sarebbe anche comprensibile ma,quello che non riesco a capire è l'astio nei confronti del soggetto. Capisco che lei sia bellissimo,altissimo,con capigliatura fluente,intelligentissimo,ricchissimo,coltissimo e quant'altro(mandi sempre una sua foto perchè,sa,non è che ci si possa fidare sempre di tutti) ma dai suoi scritti ne posso dedurre solamente che lei è un poveretto. Il fatto mi rammarica ma se lei continua a fare il RENATINO o equivalente pirla cerebroleso del Web la colpa è solo sua. Stia calmo e rifletta se può e domani vada a confessarsi così,per Pasqua, sarà sereno e riposato.Per le feste,almeno per le feste,non faccia piangere i familiari che già la sopportano quotidianamente.Un caloroso saluto di pace.

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  • sommesso49

    29 Marzo 2013 - 14:02

    Come avete avuto modo di leggere, il Cav. è salito al Colle ed ha fatto una "proposta-trappola". E' una vergogna che Egli giochi con il destino dell'Italia ed è biasimevole che approfitti della buona fede degli elettori. Quello gioca a bluffare e a barare. Ma frega soltanto i poveri diavoli. E' finita! Game over!

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  • perfido

    29 Marzo 2013 - 14:02

    Gianni LETTA. Scusate se ho tenuto ad aggiungere Italiana, per non far si che qualcuno potesse riferirsi ad un Presidente della Repubblica (qualsiasi). Silvio forever.

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