Cerca

Resta la minaccia: urne anticipate

Pdl, Berlusconi non si fida: serve un patto anche per il Quirinale

Il leader del Pdl ha dubbi sull'efficacia del "modello olandese" e rilancia per trovare capo dello Stato e ministri "condivisi"

Pdl, Berlusconi non si fida: serve un patto anche per il Quirinale

di Salvatore Dama

«Vediamo come va a finire». Silvio Berlusconi, rientrato a Milano per il fine settimana di festività, è cauto nel valutare gli effetti della mossa quirinalizia. La decisione di Giorgio Napolitano di non dimettersi anticipatamente è una notizia non positiva per l’ex presidente del Consiglio. Perché rischia di chiudere fin da ora «la finestra temporale di giugno» come possibile momento per il ritorno alle urne. È l’opzione «più conveniente» per il Cavaliere, che ha in mano sondaggi «molto buoni» per il Popolo delle libertà.

«Accordo su tutto» - Rimane l’attesa, ad Arcore, di vedere se la nascita di un comitato di saggi indicati dai partiti possa essere fruttuosa allo scopo di uscire dalla palude istituzionale. «Ma», mette in chiaro Berlusconi, «l’accordo va fatto su tutto. Sul premier, sulla squadra di ministri, sul programma di governo. E soprattutto sul nuovo presidente della Repubblica».

I gruppi di lavoro (quello sull’economia e quello sulle riforme costituzionali) indicati da Napolitano «non devono diventare la foglia di fico» del Pd. Dietro la quale Pier Luigi Bersani e compagni provano a nascondere la vergogna della trattativa con Berlusconi. Silvio teme che la mossa del Quirinale sancisca solo una settimana di tregua tra i partiti. E che i dem siano pronti a strappare  eleggendosi da soli il nuovo inquilino del Colle. Per cui: «O c’è l’accordo su tutto o su niente».

L’aut aut di Alfano - È la linea che rende pubblica  Angelino Alfano con una dichiarazione: «Apprezziamo la verifica programmatica auspicata dal Capo dello Stato e speriamo che dia buoni frutti superando i veti e l’atteggiamento negativo del Pd», è la premessa del segretario del Pdl. Che può mette nero su bianco l’aut aut: «Delle due l’una: o governo politico di grande coalizione o subito al voto. La prima ipotesi è un accordo pieno, politico e di legislatura tra le forze maggiori, che abbia al centro il rilancio dell’economia e la necessità di dare respiro fiscale alle famiglie e alle imprese». Altrimenti non ci saranno sfumature di grigio: «La strada maestra è quella di tornare subito alle urne, senza frapporre alcun indugio. Noi siamo pronti».

Le sentenze - Ripartirà «l’aggressione giudiziaria», arriveranno le sentenze. Una in particolare, quella sulla compravendita dei diritti Mediaset, rischia di limitare il diritto di elettorato passivo del Cavaliere. Dunque Berlusconi ha bisogno di fare parte di una maggioranza insieme al Pd, per non averlo contro in Parlamento.  Eppoi il Cavaliere necessita di «un presidente della Repubblica pacificatore», che riporti «equilibrio» tra i poteri dello Stato. Se le commissioni dei saggi possono servire a introdurre il clima collaborativo che faccia succedere tutto questo, bene. Sennò, come va ripetendo da giorni, urne subito: «Io sono già pronto per la campagna elettorale».  

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • antoniofasano

    02 Aprile 2013 - 15:03

    tutti i sorci temeno la trappola!

    Report

    Rispondi

  • antoniofasano

    02 Aprile 2013 - 15:03

    Feci di Berlusconi nel formaggio!

    Report

    Rispondi

  • antoniofasano

    02 Aprile 2013 - 15:03

    Prodi al Colle e merdusconi al Gabbio!

    Report

    Rispondi

  • bettely1313

    01 Aprile 2013 - 12:12

    Berlusconi teme la trappola ma anche noi. Il PD vuole essere il padrone assoluto di scegliersi il Presidente della Repubblica. E' talmente evidente. Speriamo che il progetto di Napolitano vada a vuoto per tornare al voto, che è l'espressione naturale della sovranità popolare.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog