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La nota ufficiale

Napolitano sui saggi: "In carica 8-10 giorni, non indicheranno il nuovo governo"

Napolitano sui saggi: "In carica 8-10 giorni,  non indicheranno il nuovo governo"

I saggi resteranno al lavoro per 8-10 giorni al massimo, e non scavalcheranno la durata della presidenza Napolitano. E soprattutto non interferiranno con l'attività del Parlamento né indicheranno il nuovo governo. A chiarirlo, in una nota ufficiale, è lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo così direttamente sulle polemiche delle ultime ore riguardo le due commissioni miste di tecnici ed esperti di Pd, Pdl, Scelta civica e Lega nominati dal Quirinale. E dal Colle arrivano addirittura delle "scuse" per non aver inserito nella rosa dei "saggi" alcuna donna, a causa, spiega Napolitano, delle "condizioni di particolare urgenza e difficoltà" di sabato scorso. Il senso della comunicazione appare chiaro: la nomina delle due commissioni è stata in parte atto dovuto per mettere i partiti di fronte alle loro responsabilità. Dall'altra, e qui il misto di orgoglio e amarezza, è stato il tentativo di non concludere il proprio mandato indicando un premier da "dimissionario". Un riempitivo politico, dunque, o poco più.

Durata limitata - "La durata temporale dei gruppi di lavoro - spiega la nota del Colle - è segnata intanto dal fatto che sono gruppi che ho preso l'iniziativa di creare, avendo io stesso un tempo segnato, come tutti sanno, e non pensando che siano gruppi di lavoro che scavalchino il tempo della mia presidenza". "Per essere utili - precisa ancora Napolitano - il tempo giusto è tra 8 e 10 giorni".

Niente interferenze - "Qui non si crea nulla che possa interferire né nell’attività del Parlamento, anche in questa fase in cui lavora nei limiti noti, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche". "Io mi sono trovato in una condizione di impossibilità a proseguire nella ricerca di una soluzione alla crisi di governo - ha ribadito il presidente - data la rigidità delle posizioni delle principali forze politiche". Attraverso la creazione dei due gruppi di saggi "si può concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita in posizioni inconciliabili: Questo non significa, se mi permettete, che questi gruppi di lavoro indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo". "Indicheranno quali sono, rimettendo un po' al centro dell'attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, questioni da affrontare - sia di carattere istituzionale sia di carattere economico-sociale nel contesto europeo - anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito".

Le scuse sulle donne - Particolarmente forti sono state le accuse, piovute sul Capo dello Stato da più parti, per non aver inserito nella rosa dei 10 saggi alcuna personalità femminile. Nella sua nota, Napolitano si è scusato anche di questo: "Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà, data anche la coincidenza festiva, alla ricerca di persone che per funzioni di vertice in varie istituzioni e per esperienze concrete compiute in rapporto ad alcuni temi essenziali potessero dare il contributo richiesto. L'indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi". "Comprendo - ha continuato il presidente - il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso. Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il Cnel, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili". 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • bfrizzante

    03 Aprile 2013 - 08:08

    Tra i compiti del capo dello stato vi è quello di trovare forme di governabilità ed affidare l'incarico a un rappresentane eletto dal popolo. Inutile trovare formule alternative di saggi che hanno solo la funzione di perdere tempo così da riorganizzare le truppe del PD che battono in ritirata. Basta non se ne può più...affidi ai 50 milioni di saggi il compito di scegliere il parlamento. Questa non è la DUMA ma la repubblica italiana. Nietpolitano si attacca a tutto. Non posso sciogliere le camere...non posso dare l'incarico. Speriamo nel nuovo capo dello stato almeno, anche se potrà essere di parte, molto meglio che un morto del genere.Per il PD tutti si, per il PDL tutti no. IMPARZIALITA'.... Giorgio Giorgio, non siamo stupidi contadini ucraini dediti a coltivare le barbabietole per lo stato.

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  • lillo10

    02 Aprile 2013 - 22:10

    mario draghi ,indiscutibile. altro che i soliti nomi di pesci lessi vedi prodi, monti ecc.ecc.

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  • vin43

    02 Aprile 2013 - 21:09

    Perché non usano la loro saggezza nel modificare in parte la Costituzione? Come? Ve lo dico io uomo di strada: Referendum + Votazione. Sarebbe: Volete elezione diretta del PdR? Sì, no. Sotto il Sì: l’elenco di nomi uno per ogni partito rappresentato in Parlamento come PdR. Sotto il No: l’elenco dei nomi uno per ogni partito rappresentato in Parlamento come PdC. I saggi studierebbero le rispettive prassi parlamentari. Secondo me, sarebbe un lavoro utilissimo. In fin dei conti prima o poi si deve «passare sotto le forche caudine».

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  • carlo58

    02 Aprile 2013 - 18:06

    continuiamo a ciurlare nel manico e perdere tempo in attesa che lo statista gargamelliano si svegli dal sonno vero giorgino? poi ti incazzi se gridano al golpe?

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