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Alta tensione

Santoro è in guerra con Grillo:
"Beppe è solo un dittatore,
Casaleggio ci vuole zittire"

Dopo Travaglio, tocca al teletribuno scaricare i Cinque Stelle: "Il guru usa il web per criminalizzare la nostra trasmissione, e Beppe non ha una visione liberale"

Michele Santoro

Michele Santoro

 

Ormai è guerra aperta. Michele Santoro da anti-Cav ora si scopre anti-Grillo. La metamorfosi passa dal pulpito di Servizio Pubblico e come fosse un rituale pagano il teletribuno nel suo editoriale nell'incipit della puntata deve infilzare il nemico di turno. Questa volta sotto il fuoco di Michele finisce la coppia Grillo-Casaleggio, e le accuse per gli imputati sono pesanti: "Siete illiberali e odiate il programma di Santoro". Il primo a cadere sotto i colpi di Zio Michele è il guru dei guru del M5S : "Casaleggio utilizza la rete come quei politici che una volta usavano la TV con l’obiettivo  - attacca Santoro – di criminalizzare le trasmissioni che non gli stavano bene”. Santoro è un fiume in piena e con rabbia continua la sua arringa: "E’ uscito dall’ombra per guidare la ‘rivolta’ dei nostri fan, annunciando che Santoro è morto, che siamo morti che parlano. Considerati i record d’ascolto, dobbiamo dedurne che quantomeno i morti che parlano fanno incuriosire e anche arrabbiare”. Poi se la prende con gli "squadristi" del web a Cinque Stelle: "I Social Network sono diventati scorribanda di truppe organizzate – continua Santoro – Servizio Pubblico si attrezzerà". Ma l'ultima frase, quella più pesante Santoro la dedica all'ex amico Beppe Grillo e suona come un epitaffio sulla loro luna di miele: "Grillo non ha una visione liberale". Insomma per il teletribuno Beppe da innovativo motivatore delle piazze, da campione dell'anticasta e della meritocrazia è diventato in pochi mesi un dittatore. Santoro si sta adattando alla nuova linea già intrapresa da Marco Travaglio su Il Fatto in cui di fatto ha scaricato i Cinque Stelle e li ha pure accusati di non aver messo all'angolo Berlusconi. Un tempo Travaglio parlava anche sul blog di Beppe Grillo. Santoro invece per mesi ha aperto le sue puntate con servizi-peana per il Movimento Cinque Stelle. Ora tutto è finito. La rivoluzione grillina non incanta più nemmeno zio Michele. (I.S)




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L’editoriale di Michele Santoro a Servizio Pubblico contro Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e il Movimento 5 Stelle. “Gianroberto Casaleggio utilizza la rete come quei politici che una volta usavano la TV con l’obiettivo  - attacca Santoro – di criminalizzare le trasmissioni che non gli stavano bene”.

“E’ uscito dall’ombra per guidare la ‘rivolta’ dei nostri fan, annunciando che Santoro è morto, che siamo morti che parlano. Considerati i record d’ascolto, dobbiamo dedurne che quantomeno i morti che parlano fanno incuriosire e anche arrabbiare”.

“I Social Network sono diventati scorribanda di truppe organizzate – continua Santoro – Servizio Pubblico si attrezzerà. Nel finale la stoccata a Beppe Grillo: “Non ha una visione liberale”. Dopo pochi minuti su Twitter e Facebook la reazione dei grillini: “Santoro ormai è diventato paranoico” scrive qualcuno. “Solito programma senza spunti, soliti ospiti che non hanno più nulla da dire” attacca qualcun altro

 

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Commenti all'articolo

  • blu521

    05 Aprile 2013 - 19:07

    Una ripassata all'italiano, no? Bananas!

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  • blu521

    05 Aprile 2013 - 12:12

    A me sembrava piuttosto tranquillo. Ma va a capire cosa pensano i bananas!

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  • opzionemib0

    05 Aprile 2013 - 12:12

    non criminalizza sempre i democratici eletti avversari?

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  • dx

    05 Aprile 2013 - 12:12

    vorrebbe zittire santoro e compagnia bella, farebbe il bene del paese. di piantagrane come santoro ce ne sono abbastanza. lavorino in positivo piuttosto e - se ne fossero capaci anzi, se la loro linea politica distruttiva varrebbe una svolta positiva e non come ora, così, spudoratamente di parte e votati al suicidio. vada in ferie il santoro, nella sua terra d'origine, magari a zappare e si riposi dalle fatiche giornalistiche, almeno per una o due decine d'anni perchè fino ad ora non mi sembra abbia fatto un buon lavoro.

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