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Scissione in vista?

Mastrangeli (M5s): "La linea politica si deve decidere con un referendum online"

Il Senatore, già al centro delle polemiche per avere partecipato a Domenica Cinque, guida la fronda: "Lo ha detto lo stesso Beppe in uno dei suoi comunicati". E aggiunge: "Siamo in 30 a pensarla così"

Beppe Grillo e Marino Mastrangeli

Non è solo la linea da tenere nei confronti del Pd a spaccare il M5s. Le critiche di molti grillini vertono sulla linea politica tout court. L'ultimo a metterla in discussione è il senatore del M5s Marino Mastrangeli - il grillino al centro di polemiche per aver partecipato a Domenica Cinque, condotto da Barbara D'urso che in un'intervista all'Huffington Post ha spiegato la sua posizione: “Tutto quello che non è compreso nel Non-statuto va sottoposto alla valutazione degli attivisti”. La partita si gioca sul filo delle interpretazioni. Da un parte c'è il Codice di comportamento dei parlamentari, in base al quale chi vota in dissenso alle indicazioni del gruppo, a loro volta decise a maggioranza dai parlamentari, viene espulso. E' la linea dei grillini ortodossi, i più fedeli al duo Grillo-Casaleggio, capitanati dalla capogruppo alla Camera Roberta Lombardi

Un referendum sulla linea politica del M5s - Il Senatore Mastrangeli, però non ci sta - e con lui, spiega, almeno altri 30 grillini - e, richiamandosi al Comunicato politico numero 45 di Grillo, ritiene che "Non basta un voto a maggioranza di noi parlamentari. Noi siamo dei semplici esecutori del mandato che ci hanno conferito cittadini e attivisti, per questo dovremmo consultarli sempre, anche per queste questioni”. Un referendum on-line su ogni decisione, insomma. O quasi. Spiega Mastrangeli: "La nostra linea politica è quella sancita dal programma, le cose da fare sono già scritte lì. Poi io sono da anni fautore della democrazia diretta, per cui ritengo che qualunque provvedimento che non sia compreso nel programma debba essere sottoposto alla valutazione degli attivisti". 

L'autogol delle regole - E alla domanda se non teme, in tal modo, un eventuale abbandono dei dissidenti, risponde: "Io sostengo semplicemente che nel Comunicato politico numero 45 è lo stesso Beppe a sostenere che noi dobbiamo rispondere solamente al programma politico e alla nostra coscienza". Insomma, la situazione a Grillo sta sfuggendo di mano. E il colpo di grazia finale al movimento, che magari si concretizzerà con una scissione o con una serie di espulsioni, potrebbe provenire dalle stesse regole (im)poste da Grillo ai 'suoi' parlamentari. Un autogol, di quelli divertenti.

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Commenti all'articolo

  • Frenki

    06 Aprile 2013 - 19:07

    Liberaci da Berlusconi, te lo chiede il tuo popolo. Non fare il megalomane, le guerre si vincono battendo i nemici uno alla volta. Intanto elimina il venditore di fumo poi potrai liberarti anche del pappamolla di Bersani. Guarda che se fai vincere ancora il mentitore di professione i tuoi ti verranno a cercare con i forconi. Ricordati che fine fanno i sobillatore dei popolo.

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  • spalella

    06 Aprile 2013 - 16:04

    .... per cui non è un capo-fronda ma un signor Nessuno, VISTO CHE I VOTI, I MILIONI DI VOTI, li hanno ricevuti il movimento e le dichiarazioni del movimento in campagna elettorale. Lui, il capo-fronda, ed i suoi compagni presi ciascuno singolarmente sono ZERO per i cittadini che, da loro, si aspettano SOLO che siano un gruppo compatto sui temi promessi agli elettori. Ma intelligenza e onestà Non sono virtù appannaggio di tutti, per cui alle prox elezioni bisognerà SCREMARE in base al risultato dato da ciascuno di loro.

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